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Spesso si sente parlare di app pericolose. In sostanza si tratta di quelle che all’apparenza sembrano innocue e utili, ma al contrario nascondono doppi fini che mettono in pericolo la sicurezza di chi le scarica. Altre però, pur essendo sicure, subiscono una mutazione o vengono violate. Questo è il caso di Clubhouse che si è trasformata in un’app pericolosa per 3,8 miliardi di utenti. Non solo un hacker ha rubato i loro dati, ma ha annunciato la volontà di venderli sul Dark Web.

 

Utenti in pericolo per il furto dei loro dati in rubrica condivisi con Clubhouse

Prima di poter accedere a Clubhouse, al momento della registrazione, viene chiesto all’utente di concedere l’accesso alla propria rubrica. Ciò vuol dire che l’applicazione registra tutti i contatti compresi numeri di telefono, email e, in alcuni casi anche codici PIN segreti.

Quello che è successo a Clubhouse in questi giorni ha dell’incredibile. In pratica hacker esperti sono riusciti a violare la sicurezza dell’app rubando questi dati ai 3,8 miliardi di utenti iscritti. L’obbiettivo annunciato da questi cybercriminali è venderli all’asta solo dopo aver redatto una classifica per popolarità.

Ricordiamo che tra i volti noti che utilizzano Clubhouse c’è anche Elon Musk. Questo permetterà a coloro che ne sono entrati in possesso di venderli e guadagnarci dei bei soldi. Sembra infatti, da fonti ancora sconosciute, che è in programma un’asta di questi dati sul Dark Web. La data annunciata è il prossimo 4 settembre, anniversario della fondazione del motore di ricerca Google.

Ciò ha destato un’ombra su Clubhouse e per questo molti si chiedono come quest’app possa essere così sicura come gli sviluppatori vogliono farci credere. Basta poco per diventare un’app pericolosa come l’ultimo aggiornamento WhatsApp che ha aperto alcune criticità di sicurezza e privacy nella piattaforma.

A rendere noto il data breach di Clubhouse è stato l’esperto in cybersecurity Marc Ruef che in un suo tweet ha spiegato cosa è successo nell’app fino a farla diventare un pericolo per tutti gli utenti iscritti.

 

FONTEComputerMagazine.it