IPTV: Serie A TIM non più disponibile, bloccate 600 piattaforme dalla GdF

Seguire strade poco ortodosse spesso può comportare problemi che possono anche tramutarsi in veri e propri guai. Questi poi possono diventare di competenza della legge, la quale ormai, nel 2021, di certo non ammette ignoranza. Il mondo della pirateria gioca proprio su questo, ovvero sull’inconsapevolezza degli utenti, i quali scelgono gli abbonamenti IPTV senza documentari in merito alle possibili conseguenze. La Guardia di Finanza sta battendo al tappeto il territorio con il solo scopo di chiudere tutte le piattaforme, proprio come è accaduto durante i giorni scorsi.

L’uso delle VPN ha contribuito alla crescita di questi servizi. Sfruttata in modo legale, una VPN è un servizio consigliatissimo e facile da usare essendo protetti in rete, e che se usato con i più noti servizi di streaming (Netflix, Amazon Prime Video) da accesso a cataloghi più vasti. NordVPN, la migliore VPN attuale, offre un ottimo servizio ed è in offerta con un prezzo scontatissimo.

 

IPTV: cosa si rischia con questi abbonamenti, la GdF chiude 600 siti e piattaforme

Dopo alcune indagini molto approfondite, la Guardia di Finanza avrebbe beccato alcune piattaforme che includevano ben 100.000 utenti al loro interno. Questi, tutti abbonati al servizio IPTV pirata, ora rischiano molto. Innanzitutto riceveranno una multa pari a circa 1000 euro, mentre qualcuno, reo di aver venduto abbonamenti, potrebbe addirittura rischiare il carcere. Ad esprimere la propria soddisfazione è Sky, azienda falcidiata dalla piaga della pirateria:

Il susseguirsi di azioni di contrasto sempre più frequenti ed efficaci sono il risultato della stretta collaborazione tra industria e forze dell’ordine, a cui vanno i nostri ringraziamenti per l’impegno nella lotta ad un fenomeno criminale che danneggia l’intera industria sportiva, dallo sport amatoriale, agli appassionati, fino ai detentori dei diritti e i broadcaster, distruggendo posti di lavoro e creatività“.