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Come ormai è ben noto, il vaccino di Pfizer ha la possibilità di causare un effetto collaterale che colpisce il cuore. Le prime segnalazioni sono arrivate dagli Stati Uniti e da Israele, i due paesi con la percentuale più alta di vaccinazioni con l’uso del suddetto trattamento. Dal CDC arrivano i dati di un nuovo studi che ha voluto capire l’incidenza dei casi di miocardite.

Su 26 milioni di dosi somministrate di Pfizer, e in parte anche di Moderna, nei giovani i casi segnalati di infiammazione cardiaca sono stati 323. In sostanza si parla di un caso ogni 80.000 dosi somministrate, ma l’incidenza non è uguale per tutti. Il rischio risulta maggiore per i maschi piuttosto che per le femmine; è sostanzialmente il contrario del rischio di coaguli con AstraZeneca.

 

Pfizer: i casi di miocardite

Uno stralcio della nota rilasciata dal CDC: “I fatti sono chiari, questo è un effetto collaterale estremamente raro e solo un numero estremamente ridotto di persone lo sperimenterà dopo la vaccinazione. Per i giovani che lo fanno è importante sottolineare che la maggior parte dei casi è lieve e gli individui guariscono spesso da soli o con un trattamento minimo.”

Se con AstraZeneca si continuava a sottolineare come i pregi superavano i rischi, con il vaccino di Pfizer è ancora più vero proprio in virtù del fatto che questo effetto collaterale risulta essere meno pericoloso. Praticamente tutti i casi registrati si sono risolti senza interventi invasivi e può risultare un pericolo solo in caso della presenza di altre condizioni.