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La guerra dello streaming continua tra i colossi che cercano di raggiungere il primato delle adesioni. Non si fermano infatti le trattative tra Amazon e la Mgm. Si parla di diversi miliardi di dollari. In pratica Amazon sembrerebbe pronta ad un salto epocale: l’acquisto della Metro Goldwyn Mayer. Ciò potrebbe rivelarsi un colpo grosso per Amazon Prime. Vediamo cosa sta succedendo e perché.

 

Amazon sembra in dirittura di arrivo ma alle nostre domande risponde: no comment

C’è grande fermento intorno a questa vicenda. In gioco ci sono 9 miliardi di dollari che Amazon sarebbe disposto a investire per ampliare l’offerta proposta con Amazon Prime.

In questo specifico caso stiamo parlando di Amazon Prime Video che potrebbe beneficiare dell’acquisto della Metro Goldwyn Mayer, il colosso cinematografico e televisivo. Tra l’altro è tra i pochi studi cinematografici a essere sopravvissuto alla mega acquisizione che invece ha accluso altri.

Amazon punta ad acquisire ancora più crediti per aggiudicarsi il podio in qualità e contenuti offerti dal suo servizio di streaming on demand. Prime Video infatti beneficerebbe molto se questo acquisto andasse in porto.

Tuttavia alle numerose domande della stampa su come stia andando la trattativa e a che punto sia, Amazon ha risposto: “No comment su voci o speculazioni“.

 

Andar bene non è sinonimo di andare meglio

Jeff Bezos in una recente comunicazione ai suoi azionisti aveva dichiarato che Amazon Prime ha superato i 200 milioni di iscritti. Nota importante è che più della metà fruisce regolarmente dei suoi contenuti streaming. Inoltre le ore di visione in streaming degli utenti sono aumentate del 70%.

Andar bene però non è sinonimo di andare meglio. Amazon lo sa bene e, tenendo d’occhio i suoi concorrenti, sa che non c’è tempo per sedersi in poltrona a godere il successo. Infatti proprio Netflix investe costantemente miliardi di dollari per rendere disponibili ai suoi abbonati più contenuti possibili diversificati.

Restiamo in attesa di scoprire come andrà a finire questa trattativa tra i due colossi.

FONTEFinancial Times