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Il trattamento di AstraZeneca, Vaxzevria, è stato dimostrato essere in grado di prevenire di prevenire i sintomi del Covid-19 così come i casi più gravi della malattia causata dal coronavirus. È stato dimostrato anche essere in grado di abbattere la mortalità come Pfizer, ma ci sono dei problemi legati ai possibili effetti collaterali. Il punto non è questo.

Il vaccino di AstraZeneca si può definire tale? Il termine in questione deriva dal latino vacca. Il primo trattamento del genere venne chiamato così dal suo inventore perché il materiale usato per crearlo arrivava dai bovini, nello specifico dal vaiolo bovino. Ovviamente negli ingredienti a questo giro non c’è niente del genere.

 

AstraZeneca: vaccino o no?

Senza girarci intorno, quello di AstraZeneca è un vaccino anche se non usa materiali presi dai bovini, ma nessun trattamento creato praticamente nell’ultimo secolo, e anche di più, usa materiale con questa origine. Semplicemente il termine si è evoluto dall’essere specifico a diventare generico. C’è un altro esempio di una parola usata molto durante questa pandemia che nata seguendo un principio ben preciso e poi si è allargato, la quarantena.

Il nome deriva dal fatto che era un periodo di quaranta giorni che veniva sottoposto a persone, ma anche animali, nel caso si pensasse che trasportavano un virus. Al giorno d’oggi si usa ancora questa parola anche se ormai i periodi in questione durano molto di meno, come due settimane. Il termine specifico si è trasformato in generico, come per il vaccino. Vale per il trattamento di AstraZeneca, quello di Pfizer, ma anche quello dell’influenza e tutti quelli che creati in tempi contemporanei e moderni.