In Italia la campagna vaccinale legata alla lotta al Coronavirus prosegue e inizia a mostrare anche dei segni di miglioramento, il numero di dosi somministrate ogni giorno infatti aumento e la popolazione vaccinata inizia ad assumere dimensioni notevoli, un passo importante verso la tanto ricercata immunità di gregge.

In questo contesto che dunque sta cominciando ad assumere qualche tratto luminoso, c’è un piccolo neo, parliamo del vaccino Janssen di Johnson&Johnson, prodotto a vettore virale come AstraZeneca, di cui sono attualmente state consegnate 342.800 dosi, pari all’1,25% dei vaccini distribuiti in Italia.

Il piano vaccinale presentato dal commissario Paolo Figliuolo ,prevede per questo vaccino approvvigionamenti più corposi nel secondo trimestre del 2021, per un totale di 7,31 milioni di dosi. attualmente siamo al 4,7%.

Basilicata, Molise e Bolzano non hanno mai usato J&J

Finora di Janssen sono state utilizzate circa 195.000 dosi, circa il 57% di quelle disponibili, con il valore ovviamente destinato ad aumentare nel tempo, ciò non toglie però che in percentuale siamo davanti al vaccino utilizzato di meno, infatti Pfizer è al 88%, AstraZeneca all’82%, Moderna al 79%.

Come se non bastasse in Basilicata, in Molise e nella provincia autonoma di Bolzano le scorte sono tuttora intonse, abbiamo infatti una scorta di 7600 dosi, con anche la Calabria che si è fermata al solo 10% di utilizzo.

Contro tendenza invece sono la Puglia e la Toscana, che a differenza delle altre regioni hanno quasi esaurito le scorte disponibili con il 95% di utilizzo complessivo.

Sono numeri impietosi che certamente riflettono la poca sicurezza pubblica nei confronti del vaccino, pubblico influenzato da notizie scandalistiche, la previsione è però che con l’arrivo di un nuovo e più imponente approvvigionamento i numeri tenderanno a salire.