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Alla fine è successo realmente, dopo un anno in cui Clubhouse è stata una sola esclusiva per iOS, il social network è approdato su Android. A questo giro non è una versione truffaldina, ma è quella vera. È comparsa la beta negli Stati Uniti che sta permettendo agli utenti di iniziare.

Ecco le parole degli sviluppatori di Clubhouse condivise sul blog ufficiale: “Il nostro piano nelle prossime settimane è raccogliere feedback dalla comunità, risolvere eventuali problemi che vediamo e lavorare per aggiungere alcune funzionalità finali come i pagamenti e la creazione del club prima di implementarlo in modo più ampio.”

Ora sorgono due domande spontanea. La prima è quando arriverà la versione ufficiale di Clubhouse anche per il mercato europeo. La seconda riguarda la longevità del social network. L’arrivo su Android lo salverà o è destinato a diventare sempre più di nicchia?

 

Clubhouse nascita e morte in un anno?

Il successo di Clubhouse, se così si può definire, è stato alquanto artificiale, come spesso succede. Nel senso, ha guadagnato un minimo di trazione grazia alla noia da pandemia e poi sono arrivati le celebrità che lo hanno spinto al massimo creando una pubblicità assurda facendo credere alle persone di volerlo usare. Ora tutto questo è sparito e l’arrivo della versione Android potrebbe non cambiare la situazione generale.

I download di Clubhouse su iOS sono crollati dopo appena un paio di mesi e in generale non si parla più di questo social. La realtà dei fatti è che si tratta di un’idea molto di nicchia. Ci sono già altri luoghi sul web dove ci si può intrattenere parlando e sono già molto usati. Per il resto, difficilmente qualcuno vuole interagire esclusivamente a voce con altri se non in contesti ben precisi. Basta guardare in quanti odiano un messaggio audio di WhatsApp.