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Per anni si è suggerito come la luce blu degli smartphone possa provocare qualche problema, soprattutto a livello di disturbi del sonno. Non si parla solo di chiacchiere tra media visto che gli stessi sviluppatori hanno aggiunto funzioni per ridurla sui dispositivi. Secondo un nuovo studio però, questa emissione in realtà è quasi irrilevante sul nostro organismo.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Brigham Young University e del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, la luce blu degli smartphone non è così rilevate. I risultati su un gruppo di quasi 170 ragazzi ha dimostrato che l’effetto della suddetta luce sul disturbo dei modelli del sonno non si è presentato.

 

Smartphone: la non pericolosità della luce blu

Lo studio ha comunque evidenziato come l’uso degli smartphone prima di andare a dormire influenza in parte i normali modelli così come il non utilizzo favorisce invece una migliore qualità del processo. Questo effetto non sembra però essere dovuto alla luce blu dei dispositivi, ma piuttosto dall’impegno psicologico che si presenta quando li si utilizza.

Le parole del ricercatore a capo dello studio, Chad Jensen: “Sebbene ci siano molte prove che suggeriscono che la luce blu aumenta la vigilanza e rende più difficile addormentarsi, è importante pensare a quale parte di quella stimolazione è luce emissione rispetto ad altri stimoli cognitivi e psicologici”. In sostanza la chiave per un sonno ristoratore e più immediato, una delle tanti chiavi, è andare a letto con la mente sgombra, cosa che usare uno smartphone di sicuro non facilità.