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Poco fa l’EMA si è di nuovo espressa sul vaccino sviluppato da AstraZeneca. Sostanzialmente conferma l’effetto collaterale comparso in diverse persone vaccinate in tutta Europa. Si parla dei coaguli di sangue e quindi anche degli eventuali casi di trombosi. Nonostante questo, viene di nuovo sottolineata l’importanza di questo vaccino e come i vantaggi superano di gran lunga i rischi.

Nonostante questa di nuova uscita dell’EMA, obbligata sostanzialmente da delle nuove sospensioni di alcuni paesi, ora spetta proprio ai regolatori nazionali decidere sul da farsi. Per esempio per l’Italia, l’AIFA dovrà decidere che fare, se sospendere AstraZeneca per gli under 55/65 o se continuare come prima.

 

Il vaccino di AstraZeneca: gli effetti collaterali

Se anche di per sé l’EMA sottolinea ancora una volta quanto il vaccino di AstraZeneca sia importante e sicuro in praticamente in oltre il 99,99% dei casi, la paura continua a crescere tra le persone. Ad escludere i più estremisti no-vax, chi sta aspettando di farsi vaccinare ora preferirebbe evita quello sviluppato dalla società anglo-svedese, ma preferirebbe o quello di Pfizer o quello di Moderna. Si tratta di quelli destinati alle categorie più a rischio tra patologie pregresse, età e rischio dovuto al lavoro svolto, come un operatore sanitario.

La dichiarazione del direttore esecutivo dell’EMA: “Il rischio di mortalità per COVID è molto maggiore del rischio di mortalità per questi rari effetti collaterali”. Per alcuni bastano queste parole, ma per molti no. La fiducia nel vaccino di AstraZeneca scema giorno dopo giorno, un problema considerando le dosi che i diversi paesi stanno aspettando e che hanno già conteggiato per poter calcolare l’eventuale raggiungimento dell’immunità di gregge.