Twitter

Ormai i social network rispecchiano un po’ l’anima degli utenti che vi sono iscritti. E, mai come prima, in questi giorni esprimono i sentimenti che provano. Quello che passa nella loro mente, che hanno nel cuore o che stanno vivendo in prima persona. Anche Twitter perciò è diventato Zona Rossa, ma non per le restrizioni. Sono le parole utilizzate che stanno mandando in quarantena anche la Pasqua.

Una volta gli utenti abbinavano alla parola Pasqua tweet come “amore“, “pace“, “famiglia” e “solidarietà“. Oggi invece queste hanno lasciato il posto a “dpcm“, “quarantena“, “zona rossa“, “tampone” e “stretta“. Su Twitter non mancano nemmeno termini come “spostamenti consentiti” e “seconde case“. Insomma il Covid-19 non solo ha cambiato le abitudini di vita di tutti, ma anche il contenuto personale dei social. Ecco cosa c’è nelle mente degli utenti: una pandemia di concetti.

 

Twitter e la pandemia di concetti

È stata Baia, del Gruppo United SpA, ad analizzare i dati raccolti dagli ultimi tweet pubblicati su Twitter in concomitanza con le festività pasquali. Tra i messaggi che gli utenti si scambiano si sono perse molte parole e sono entrate in auge tante altre.

Interessante è anche il modo grafico di scrivere certi termini che compaiono in maiuscolo. Questo ad indicare un disagio, difficoltà vere e reali gestite di forza, ma che forse di pancia prenderebbero un’altra direzione. Ne sono un esempio “DPC” oppure “SPOSTAMENTI CONSENTITI“. Molti italiani in questo modo stanno esprimendo su Twitter un chiaro disagio nel non riuscire a capire cosa si può e cosa non si deve fare.

Non mancano anche parole struggenti come “speranza“, “giusto“, “coda” e “poveri“. Espressioni che evidenziano un’Italia che soffre e che cerca di uscire da una situazione complicata che ha portato anche gravi difficoltà economiche. Fa riflette il termine “coda” utilizzato per descrivere chi aspetta un pasto per dare da mangiare alla sua famiglia. Oppure per chi attende di ricevere il vaccino anti Covid-19, unica speranza per non rischiare di finire nel letto di un ospedale a lottare fra la vita e la morte.