vishing

Sono sempre di più i casi quotidiani di utenti che lamentano attacchi hacker sui propri smartphone e truffe per prosciugare il conto in banca.

Dopo il phishing, che avviene tramite messaggi, la più comune rimane il Vishing, truffa che costringe le vittime a fornire dei dati sensibili. Ecco quello che c’è da sapere.

 

Vishing, analisi della truffa e cosa fare per proteggersi

Il Vishing consiste nella chiamata da parte di uno sconosciuto. Molto spesso il truffatore si finge di essere parente o amico della vittima e lascia dei messaggi vocali minacciosi in cui esorta a farsi richiamare.

Purtroppo i più colpiti sono gli anziani, ignari del pericolo che corrono. I truffatori continuano a esser più specializzati e si documentano sulla vittima prima di procedere con la losca operazione.

Ma non è tutto, perché i truffatori si fingono anche degli operatori bancari e attraverso messaggi preregistrati riescono a confondere la vittima e ottenere ingenti cifre di denaro. Basti pensare che una signora di Milano ha perso quasi 60mila euro.

 Cosa bisogna fare in questi casi? Innanzitutto cercare di stare in guardia e usare un minimo di buonsenso. Le compagnie telefoniche e le banche non autorizzano mai richieste di denaro in anticipo.

Se doveste rimaner vittime di truffe, il consiglio è quello di chiamare prontamente la polizia Postale oppure utilizzare delle applicazioni che permettono agli utenti di bloccare chiamate provenienti da numeri sconosciuti che vengono ritenuti spam.

Purtroppo i casi di vishing sono aumentati in questi mesi e diversi truffatori hanno utilizzato anche la scusante dei tamponi o prenotazione vaccini legati al COVID per ingannare la malcapitate vittime.