cannabis

La cannabis o canapa è una pianta erbacea a ciclo annuale che germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata. In passato la coltivazione della canapa era molto diffusa nelle zone medio-europee, per la sua facilità di crescita anche su terreni difficili da coltivare con altre specie di piante. Questa pianta, sin dagli albori, ha sempre vantato un gran numero di applicazioni e, per le sue proprietà psicotrope, la sua produzione negli ultimi decenni ha registrato un vero e proprio picco. Quello che ha avuto maggiore diffusione la il metodo di coltivazione indoor della cannabis. Ma tale metodo di coltivazione sembra abbia un impatto pesante sull’ambiente.

A dimostrarlo è uno studio recente pubblicato sulle pagine della autorevole rivista scientifica Nature Sustainability. La ricerca in questione riporta la firma di un team di scienziati della Colorado State University. Nello specifico, i ricercatori americani, hanno dimostrato che la coltivazione della cannabis, specialmente quella coltivata indoor, ha un impatto sull’ambiente particolarmente pesante. Infatti, per ogni chilogrammo di fiore secco vengono emessi all’incirca dai 2.000 ai 5.999 chili di anidride carbonica e, come sappiamo, questo gas rappresenta uno dei principali gas serra responsabili dell’inquinamento atmosferico.

Si tratta del primo studio in cui, per la prima volta, vengono quantificate in maniera così precisa le emissioni delle coltivazioni indoor della cannabis. Tali emissioni, sono soprattutto dovute all’elettricità che alimenta lampade ed impianti di climatizzazione oltre alla CO2 utilizzata per accelerare la crescita delle piante. Dunque questo lavoro, dimostra che anche se la coltivazione della canapa può sicuramente avere numerose applicazioni in altrettanto numerosi settori, dobbiamo comunque stare attenti poiché, soprattutto con la coltivazione indoor, rischiamo di mettere in pericolo la salubrità dell’aria che ogni giorno respiriamo.

FONTENature Sustainability