Cashback

Arrivano cattive notizie dal cashback di Stato, l’iniziativa che prevede la restituzione in denaro di una piccola percentuale sugli acquisti effettuati con carte e app di pagamento. Pare che in bilico ci sia il superbonus di 1.500 euro. Per colpa dei soliti furbetti a pagare sono sempre gli onesti cittadini e gli esercenti. Ecco perché.

 

I furbetti colpiscono ancora: a rischio il super cashback da 1.500 euro

Purtroppo diversi quotidiani nazionali avrebbero appreso la possibile notizia di un blocco del super cashback da 1.500 euro. Questo premio semestrale avrebbe ricompensato 100 mila cittadini tra i più assidui utilizzatori di carte e app di pagamento per sfruttare il cashback di Stato.

Fin qui tutto bene se on ci fossero stati i soliti furbetti oggi chiamati “del rimborso” che avrebbero pensato bene di aumentare le possibilità di aggiudicarsi il superbonus effettuando numerose micro-transazioni.

A denunciare il problema sono stati, come riportato dal Messaggero, numerosi gestori delle stazioni di rifornimento. I furbetti del cashback per realizzare il loro singolare piano avrebbero iniziato a prendere di mira queste attività già da gennaio. Obbiettivo: effettuare un rifornimento facendo più transazioni. Addirittura pare che, in meno di un’ora, siano state effettuate 60 transazioni da circa 7 euro l’una.

Effettivamente questa tecnica in sé non infrangerebbe nessuna regola del cashback. Tuttavia chi subisce dei danni sono gli esercenti che si vedono aumentare i costi sulle commissioni a causa di un maggior numero si transazioni al mese.

Da qui sembrerebbe arrivare l’ipotesi del Ministero dell’Economia di congelare il superbonus per capire come agire e risolvere il problema dei “furbetti del rimborso“. Pare si stia pensando ad un algoritmo in grado di selezionare e scartare i micro-pagamenti dal conteggio del cashback.

Le associazioni dei commercianti invece avrebbero proposto di stabilire un limite quotidiano massimo di micro-pagamenti validi per il cashback all’interno dello stesso esercizio. Tuttavia questa proposta sembrerebbe complicata nella sua esecuzione.

A questo punto c’è da sperare che questo problema non vada a colpire anche la lotteria degli scontrini.

FONTESky Tg24