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È successo tutto nel 1943, quando la guerra era in bilico e l’esercito americano cercava un vantaggio, ovvero un modo più veloce per calcolare le traiettorie di artiglieria e missili. In genere, questo tipo di lavoro richiedeva migliaia di ore, in un tempo in cui si necessitava di queste informazioni quanto più velocemente possibile.

Sarebbe stato meglio costruire una macchina che potesse fare questo lavoro, poiché era fondamentale svolgere questi calcoli più velocemente di quanto umanamente possibile. Così, è stato inventato il primo computer completamente elettronico al mondo, l’ENIAC.

75 anni dal primo computer al mondo, alle donne si deve un grande merito

Il computer era in grado di svolgere molte funzioni diverse, ma non poteva memorizzare il proprio programma, quindi ad ogni nuova attività l’ENIAC doveva essere riprogrammato. La creazione di ENIAC è di per sé una storia straordinaria, ma c’è un aspetto in più nascosto appena sotto la sua superficie. Mentre il design del computer è attribuito a John Mauchly e J. Presper Eckert dell’Università della Pennsylvania, la programmazione del sistema è stata affidata ad un notevole gruppo di donne: Fran Bilas, Betty Jennings, Ruth Lichterman, Kay McNulty, Betty Snyder, e Marlyn Wescoff.

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Le sei donne hanno ideato il primo programma per computer, che è stato dimostrato quando l’ENIAC è stato presentato all’inizio del 1946. Tuttavia, queste donne sono state scelte a causa del loro acume nel calcolare le tabelle balistiche con un calcolatore da tavolo e un analizzatore differenziale prima che l’ENIAC potesse essere implementato. La padronanza tecnica richiesta per far funzionare un tale sistema non è stata pensata come un contributo importante al processo complessivo. Per questo motivo, in passato, le donne che hanno programmato l’ENIAC sono state considerate semplici operatrici, anziché essere riconosciute come una componente fondamentale del gruppo di persone che ha reso il progetto un successo.

In occasione del 75° anniversario dell’ENIAC (15 febbraio), dovremmo ringraziare queste donne straordinarie che hanno lavorato instancabilmente su questa macchina per abbreviare i tempi della guerra e finire col creare uno degli strumenti più preziosi del 20° secolo.