Pokémon GO: la Polizia scopre i giocatori che hanno violato la quarantena

In tempi di quarantena, restrizioni, misure di sicurezza e coprifuoco, andare a giocare a Pokémon GO all’aperto può costarvi caro. È il caso americano, avvenuto vicino a Southend, secondo il quale la Polizia sarebbe stata in grado di scovare i giovani usciti durante il lockdown. Ma come è possibile? Ve lo sveliamo nel paragrafo che segue.

 

Pokémon GO: l’annuncio sui social

L’episodio che vi abbiamo appena accennato vede protagonista la pubblica sicurezza di Rochford, esattamente nella contea britannica dell’Essex. Questa ha rilevato il comportamento inappropriato di alcuni giocatori di Pokémon GO nella regione, ed ha così preso dei provvedimenti. Le forze dell’Ordine hanno quindi accusato gli utenti di aver violato il lockdown presente a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.

A provare la delusione della Polizia nei confronti dei giocatori, vi è un post pubblicato sui social media ed ora rimosso. “Durante il pattugliamento, la nostra squadra di polizia ha avuto motivo di parlare con diversi uomini di età superiore ai 30 anni nell’ultima settimana, che sembravano ritenere accettabile frequentare alcuni luoghi pubblici all’interno del distretto, per cacciare i Pokémon” si legge nella dichiarazione.

Ovviamente in difesa, sui social sono comparsi svariati post di giocatori che hanno analizzato la situazione: “Tecnicamente ti è permesso uscire per ‘esercizio’ ma non ti è permesso uscire per ‘ricreazione’“, ha scritto un fan inglese. “Le linee guida sono, come al solito, un po’ vaghe, ma se si rimane in piedi a far niente per più di due minuti, tecnicamente si sta infrangendo la legge“.

Un portavoce della polizia dell’Essex ha espresso la sua opinione dopo l’eliminazione del post: “Il tweet è stato emesso in buona fede ma è stato successivamente eliminato per garantire il livello di serietà appropriato durante la condivisione di messaggi cruciali di partnership e sicurezza sulla pandemia“.