latte

Il latte è un liquido bianco secreto dalla ghiandola mammaria delle femmine dei mammiferi e costituisce l’alimento indispensabile dei neonati di questa classe zoologica. Il latte ad uso alimentare, nello specifico, deriva dalla mungitura delle mucche o di altro bestiame come la capra o l’asina. Ovviamente per poterlo ottenere quotidianamente e in quantità considerevoli per soddisfare la domanda è necessario avere a disposizione una grande quantità di animali. Ma, per ovviare a questo problema, alcuni scienziati hanno pensato di produrre il latte in laboratorio ottenendo un prodotto molto simile a quello reale.

Questo progetto piuttosto curioso è il frutto del lavoro della start-up Remilk che promette la produzione di un latte senza far ricorso alle mucche o ad altre tipologie di bestiame. Il tutto, attraverso un processo brevettato che, tra l’altro, conserverà tutte le proteine del prodotto normale. L’obiettivo della startup è quello di creare prodotti lattiero-caseari migliori per gli esseri umani, per le mucche e per il nostro stesso pianeta.

Latte prodotto in laboratorio grazie ai microbi

Produrre latte bovino è un investimento non da poco: infatti, bisogna allevare mucche, bisogna farle crescere in determinati ambienti e bisogna farle riprodurre rispettando determinati standard. Inoltre, considerando che i bovini sono grandi produttori di gas serra e il loro letame ha un impatto importante sul Pianeta, poter contare su un latte buono da laboratorio potrebbe in effetti rappresentare una soluzione per questo oneroso comparto.

Il latte viene prodotto in laboratorio attraverso il processo denominato fermentazione microbica. Fondamentalmente, le proteine del latte vengono prodotte da particolari batteri in una sorta di serbatoio-caseificio. Alla fine del processo, si ottiene un latte funzionalmente identico a quello ottenuto dalla mungitura dalle vacche. Sono dunque i microbi a portare avanti una vera e propria fabbrica del latte. Inoltre, oltre al latte, i ricercatori intendono produrre prodotti lattiero caseari come le mozzarelle e lo yogurt. Ma prima che questi possano arrivare sugli scaffali dei nostri supermercati dovremo attendere ancora un po’. Saranno infatti necessari studi che ne confermino la conformità per l’alimentazione umana e, inoltre, è necessario che i prezzi di questi prodotti scendano così da potersi assicurare un futuro commerciale.

FONTERemilk