intelligenza

L’intelligenza artificiale (AI) è una tecnologia all’avanguardia, un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi hardware e software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche considerate, tipicamente, appannaggio della mente umana. Oggi, proprio grazie alle nuove tecniche informatiche delle reti neurali è stato possibile identificare 110.000 nuovi crateri sulla superficie della Luna.

A presentare questo straordinario risultato ottenuto con l’intelligenza artificiale è uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. Lo studio in questione riporta la ricerca di un team di ricercatori dell’Università Jilin (Cina) i quali hanno utilizzato anche i dati ottenuti dalla sonda Chang’E. Nello specifico, i crateri identificati con l’AI sono 109.956, un numero davvero incredibile ed almeno 12 volte più grande dei crateri identificati finora. Inoltre, di tutti i crateri identificati, 18.996 sarebbero più grandi di 8 km.

Si tratta di un risultato davvero incredibile considerata la notevole difficoltà nell’identificare i crateri sulla Luna. Questa difficoltà è dovuta al fatto che i crateri lunari tendono a sovrapporsi l’uno sull’altro più volte e tendono anche ad erodersi con il passare del tempo. Individuare e datare i crateri presenti sulla Luna può dunque essere un’impresa ardua soprattutto se tale operazione viene fatta da un essere umano. Per tale ragione gli scienziati cinesi hanno deciso di utilizzare l’intelligenza artificiale.

In particolare, essi hanno utilizzato una tecnica di apprendimento automatico addestrando una rete neurale profonda con i dati già conosciuti e relativi a migliaia di crateri lunari già identificati precedentemente. Così, grazie a questi dati, gli scienziati hanno creato questo nuovo algoritmo capace di identificarli da solo. Infatti, proprio grazie all’intelligenza artificiale sono stati individuati quasi 110.000 nuovi crateri lunari. Adesso l’obiettivo dei ricercatori cinesi è utilizzare questo stesso approccio anche su altri corpi del sistema solare come, ad esempio, Marte.

FONTENature Communications