Fine del mondo: nelle varie profezie si nasconde un abisso

L’uomo nasce curioso e affamato di conoscenza approfondita. Per questa ragione, da sempre egli si impegna per arrivare a capo della verità in riferimento alla fine del mondo. La ragione è causata principalmente dalla “psicosi” nata dalle molteplici teorie di profeti come Ezechiele o dalle antiche popolazioni Maya. Queste danno vita a decine e decine di profezie in circolo ormai da anni. Entrando nel dettaglio: i Maya credevano che il mondo sarebbe terminato il 12 dicembre del 2012. Anche Ezechiele con la sua profezia presente nel libro della Genesi non era da meno. Ma quest’ultima la vedremo del paragrafo seguente.

 

Fine del Mondo: le varie teorie sull’apocalisse

Dunque, come vi abbiamo precedentemente accennato, le milioni di profezie ideate nel corso degli anni hanno avuto un impatto disastroso sul profilo psicologico della popolazione mondiale. Se pensiamo poi al 2020, beh, non ci ha aiutati affatto. Al contrario ci ha condotti in un vortice vizioso di solitudine, tristezza e ansia.

Non possono poi mancare le insidiose fake news, le quali hanno contribuito alla diffusione della paura tra la gente. Ma qual è la verità che ci metterà più chiarezza?
Sta di fatto che il loro obiettivo primario è proprio quello di diffondere ansia e panico in tutto il mondo, e il tweet di uno studente filippino che aveva previsto la fine del mondo nel 12/12/12 ne è la prova.

Tra le profezie ormai conosciutissime troviamo quella di Ezechiele. Egli spiegò che avvistare dei pesci nel Mar Morto, sarebbe stato sinonimo di apocalisse. Ma così non è stato, e a dimostrarlo attraverso una foto scoviamo un reporter israeliano di nome Noam Bedein.