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The haunting of Bly Manor è una serie TV targata Netflix, disponibile da alcune settimane sulla piattaforma. Prima di essa, The haunting of Hill House, proveniente dalla stessa produzione, aveva stupito il pubblico. La serie antologica si promette di portare avanti, stagione dopo stagione, storie horror autoconclusive che trattano di case infestate. Conosciamola un po’ più da vicino questa serie e vediamo perché è stata tanto apprezzata dal pubblico.

Bly Manor, Hill House e l’autentico senso dell’orrore

Quando su Netflix vennero rilasciate le puntate di Hill House, quasi nessuno si aspettava che avrebbe potuto apprezzare così tanto una serie horror. La ragione è che solitamente questo genere quando viene trattato nelle serie, non viene preso mai troppo sul serio. Il budget non concede mai particolari effetti speciali e, spesso le trame non sono accattivanti al punto da coinvolgerci e metterci paura.

Ed è proprio questo che accade: “The haunting” ci racconta delle paure autentiche, che chiunque di noi ha vissuto. La perdita di un caro, la paura del buio, la paura della solitudine e altri tormenti. Esattamente in questa maniera, la serie di Bly Manor, riprende lo spirito di Hill House in tutto e per tutto, con alcune variazioni sul tema.

I fantasmi non sono solo quelli che ci fanno sussultare, le scene di paura non sono solo quelle in cui ci aspettiamo di tremare. Il vero orrore sta nel vedersi realizzare le cose che più temiamo. Hill House parlava di dolori familiari, di paure infantili e solitudine. Bly Manor invece, racconta come i fantasmi del nostro passato, inclusi quelli degli amori perduti, possano perseguitarci senza tregua, se glielo permettiamo. Il pubblico di Netflix, non ha potuto che accogliere con entusiasmo una serie di questo tipo. Le aspettative per la terza stagione di The haunting, sono indubbiamente molto alte.

Una serie horror molto ben fatta e presente su Netflix è anche L’Alienista (con Dakota Fanning), la cui seconda stagione è da poco sulla piattaforma. Di questa però, parleremo un’altra volta.

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Gilda Fabiano
Mi chiamo Gilda Fabiano e sono nata all'inizio degli anni 90, decade che ha condizionato interamente la mia vita. Amo infatti la musica di quel periodo, dal grunge al pop, alla discutibilissima musica disco. Amo gli horror di ogni genere e sin da molto piccola ho iniziato a scrivere. Dapprima storie fantastiche e naturalmente horror, poi poesie, filastrocche, per arrivare ai fumetti. Amo cantare e sono passata a lungo anche attraverso la musica, soprattutto il jazz, ma anche questo influenza da sempre la mia scrittura. Ho iniziato ad apprezzare e scrivere articoli al liceo, quando per un progetto con la scuola, ho portato l'inchiesta sul fosforo bianco a Falluja, con il grandissimo aiuto di Sigfrido Ranucci. Nel 2017 ho deciso di avviarmi alla carriera di sceneggiatrice (per fumetti e non) iscrivendomi alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Durante questo percorso ho intrapreso diverse collaborazioni come articolista e recensore per riviste come Città Nuova, rivista online e cartacea di Roma, e il blog di recensioni cinematografiche chiamato Spoilers & PopCorn,. Oltre a collaborazioni come soggettista e ghost writer per diverse aziende ho anche pubblicato una storia breve a fumetti per la giovane casa editrice Bugs Comics. Continuo a scrivere poesie e racconti e da poco ho intrapreso la collaborazione con Tecnoandroid, di cui sono entusiasta!