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Il disastro nucleare di Chernobyl è in assoluto uno degli eventi che resterà per sempre nelle menti delle persone. Chi ha assistito all’evento di trent’anni fa, ricorda ancora bene le sequenze del disastro di cui, ad oggi, si pagano ancora le conseguenze. Nonostante siano passati circa 34 anni dall’accaduto, le radiazioni che hanno invaso la zona adiacente all’impianto nucleare non passano inosservate tant’è che, attualmente, sono ancora oggetto di ricerca da parte di scienziati e ricercatori di tutto il mondo.

Se fino a 10 anni fa era impossibile visitare determinate zone, ad oggi grazie all’avanzamento tecnologico è possibile farlo in sicurezza. Scopriamo quindi di seguito quanto rilevato negli ultimi mesi

Chernobyl: arriva il cane robotico in grado di rilevare ed analizzare le radiazioni presenti nell’aria

Dopo aver introdotto dei droni con sensori LiDAR, di recente è arrivato sul territorio ucraino un nuovo amico a 4 zampe. Stiamo parlando di Spot, il cane robotico sviluppato e progettato dal gruppo Boston Dynamics, inviato sul luogo del disastro per condurre delle analisi più approfondite sullo stato in cui versa ad oggi Chernobyl. Alcune zone, di fatto, risultano essere estremamente pericolose da visitare e, proprio per questo motivo, l’aiuto di Spot potrà essere fondamentale. Quest’ultimo, di fatto, permetterà agli studiosi di analizzare in maniera più accurata i livelli di radiazioni presenti in determinate zone della città radioattiva, evitando il rischio per le persone fisiche che avrebbero dovuto analizzare il luogo.

Stando alle ultime informazioni emerse online, Spot sembrerebbe aver già condotto delle rilevazioni, ma purtroppo i dati raccolti sul territorio non sono stati resi pubblici online. Che il livello di radiazioni sia ancora troppo elevato?