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Spesso capita agli utenti con una connessione internet di casa di rilevare problemi di velocità sulla linea. In particolar modo a risentirne di più sarebbe il Wi-FI, una tecnologia tanto utile quanto complessa. Le motivazioni alla base di queste problematiche possono essere innumerevoli, ma spesso ci sono degli aspetti che gli utenti non prendono in considerazione. Prima di affrontare questo argomento però, occorre fare un breve excursus storico.

 

La storia della banda a 2.4ghz

Nel 1947 l’International Telecommunication Union istituì la banda ISM (Industrial, Scientific e Medical). Lo scopo di questa banda era quello di definire le modalità operative dei vari dispositivi, in modo tale che non si venissero a creare interferenze. Dal nome è possibile ricavare i campi operativi assegnati inizialmente a questa banda, che in seguito però furono occupati da una mole enorme di nuovi dispositivi.

Originariamente la banda da 2,4 gigahertz fu assegnata ai forni a microonde. La motivazione è molto semplice: una banda così bassa permetteva ai forni di operare a bassa energia e ad alta potenza, garantendo un funzionamento semplice, veloce ed economico.

Il problema è subentrato in seguito con la nascita di nuovi dispositivi che sono andati a occupare, possiamo anche dire “abusivamente” la stessa banda operativa ISM.

 

2.4Ghz, una banda affollata e disturbata

Attualmente la banda a 2.4ghz è usata, oltre che dai forni a microonde, anche dai dispositivi Bluetooth, dai telefoni cordless, dai baby monitor utili per controllare il bambino a distanza e dalla stessa rete Wi-Fi di casa nostra. Per questo motivo, se nei pressi del router sono presenti questi dispositivi, potremmo riscontrare delle problematiche di connessione, anche piuttosto accentuate. Per questo motivo ad esempio i nuovi router sono in grado di operare su due diverse bande, la 2.4ghz classica e la nuova 5ghz.

Ebbene, se avete problemi di connessione provate a controllare anche questo aspetto, che difficilmente viene preso in considerazione dagli utenti.