agenzia delle entrate prelievi forzati dai conti correnti

Nel mondo del Fisco e dell’Agenzia delle Entrate si torna a parlare nuovamente del tanto temuto redditometro. A seguito di alcuni avvenimenti, lo strumento del terrore è tornato in auge risorgendo dalle sue ceneri, nonostante durante l’ultimo periodo si sia sentito parlare di lui ben poco. Capace di individuare i casi di evasione fiscale, questo risulta essere un arma vincente per l’amministrazione fiscale: scopriamo come mai.

Agenzia delle Entrate: controlli mirati grazie al redditometro

Operante in base all’art. 38 del D.P.R. 600/1973,  il Redditometro è quello strumento in grado di osservare le entrate e le uscite monetarie di un soggetto per poi metterle a confronto con quanto dichiarato nelle dichiarazioni. Da non sottovalutare, in questo intero processo sono poi le spese congrue per il mantenimento del proprio patrimonio, le quali non passano inosservate.

Non per nulla, in merito a questo ultimo punto, un fatto accaduto nel Lazio dimostra proprio ciò. Secondo la ricostruzione pubblica, un uomo possedente:

  • Quattro macchine;
  •  Una moto;
  • Posizione di amministratore delegato di 5 società;
  • Partecipazioni in una SRL da lui costituita;
  • Partecipazioni in un’altra SRL;

è stato soggetto di un controllo accurato. Una volta assodato, davanti al giudice, che le posizioni amministrative altro non erano che un trasferimento patrimoniale dovuto ad eredità e le successive partecipazioni nate dagli utili ricavati, l’accertamento è stato ritenuto giustificato a causa dei mancati giustificativi sulle quattro vetture. A tal punto ci è possibile assodare il principio secondo cui l’effettiva capacità contributiva del contribuente non deve essere valutata solo sulla base della mera proprietà.