Gli effetti del ban sul colosso cinese Huawei iniziano a farsi sentire, stando a DigiTimes, Huawei avrebbe iniziato a ridurre gli ordini di dispositivi ODM, ovvero progettati e realizzati da aziende terze per essere venduti sul mercato con il proprio marchio.

Sicuramente pesa l’impossibilità di intrattenere rapporti commerciali con le aziende americane. Scopriamo insieme tutti i dettagli sulla vicenda.

 

Huawei riduce gli ordini, una conseguenza del ban degli USA

Huawei si trova costretta ad auto-ridimensionarsi proprio quando è leader mondiale del mercato degli smartphone: anche la crisi economica dovuta alla pandemia è stata superata contenendo le perdite (-6,8%), risultato che tuttavia tiene conto in modo particolare dell’ottimo andamento in Patria (il market share è prossimo al 50%) che sta compensando l’inevitabile contrazione sui mercati occidentali.

La situazione del colosso è diventata ancora più drammatica dopo la scadenza della licenza temporanea generale (TGL) che fino a metà agosto aveva consentito all’azienda cinese di continuare a lavorare con le realtà d’oltreoceano per garantire il supporto software ai prodotti già in commercio. TSMC non accetterà più ordini da Huawei, è questione di pochi giorni (dal 15 settembre), e c’è il concreto rischio che il Governo USA non accetti la richiesta formulata da MediaTek per continuare a fornire processori all’azienda di Ren Zhengfei.

Con TSMC ormai inaccessibile, quella di MediaTek rappresenta l’unica strada percorribile per evitare uno stop alla produzione. Come già ribadito in più occasioni, l’alternativa che consentirebbe a Huawei di essere completamente indipendente dai fornitori statunitensi sarebbe quella della progettazione e realizzazione di soluzioni proprietarie, che richiederebbero tuttavia la costruzione di una filiera ex novo. Non impossibile, ma di certo non immediata.

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