controlli del Fisco sui conti correnti delle banche italiane

Una proposta non particolarmente gradita quella avanzata dall’Agenzia delle Entrate negli scorsi giorni, al fine di ridurre il carico di lavoro indirizzato alla riscossione di importi non più esigibili.

La proposta del condono è stata altresì portata avanti dagli esponenti di alcuni partiti politici (come l’UDC e la stessa deputata all’Ars Eleonora Lo Curto, e si tratta di una delle “ricette” più antiche per risolvere questo genere di problemi. Ma ciò che ha diviso l’opinione pubblica in questo periodo è stato che un simile piano sia stato considerato dall’Agenzia delle Entrate come meritevole di essere preso in esame per una sua eventuale applicazione.

Condono tombale, il Presidente Conte confida le proprie perplessità sulla misura

In cosa consiste precisamente il condono? Si tratterebbe, come previsto dalla Legge Finanziaria del 2003, della “definizione automatica delle imposte che consente di regolarizzare le imposte relative alle dichiarazioni presentate precedentemente”.

Di fatto, con questa misura, non si andrebbero più ad esigere pagamenti da parte di contribuenti o debitori falliti come anche deceduti, imprese cessate o nullatenenti, cancellando cartelle esattoriali per un totale di 400 miliardi di euro in debiti tributari. Il senso della misura corrisponderebbe a diminuire i costi inutili investiti dall’Agenzia delle Entrate per tenere aperti questi fascicoli e per inviare solleciti al pagamento.

Al tempo stesso, il Presidente del Consiglio Conte ha espresso la propria distanza da una simile misura: effettuare il condono non significherebbe soltanto consentire ad una certa somma di capitali di rientrare in Italia, ma anche “chiudere un occhio” su tutti i reati che hanno determinato un accumulo così spropositato di capitali, senza che venissero intaccati dalle varie detrazioni fiscali.

Monica Palmisano
Di giorno studentessa di medicina appassionata di musica, volontariato e cucina. Di notte appassionata redattrice di tecnologia.