proxima centauri B pianeta abitabile

Sappiamo da decenni che la stella più vicina al sistema solare si chiama Proxima Centauri, e sono anni che abbiamo ipotizzato come attorno a ogni astro potesse orbitare almeno un pianeta. Ma la scoperta che vicino a Proxima ci fosse un pianeta simile alla Terra è stata sensazionale, perché se è vero che se ne conosceva l’esistenza già dal 2016 ora sappiamo che è a una distanza dalla sua stella ottimale per ospitare la vita.

Orbitando nella zona abitabile a 4 anni luce di distanza, sul pianeta potrebbe trovarsi infatti dell’acqua in forma liquida che è la condizione primaria per la formazione della vita come successe da noi. La scoperta è avvenuta grazie alle misurazioni della velocità radiale del pianeta con una precisione senza precedenti, effettuate tramite ESPRESSO (Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanet and Stable Spectroscopic Observations) ovvero il più accurato spettrografo nel mondo installato sul Very Large Telescope in Cile.

 

Spazio: un pianeta abitabile a soli 4 anni luce di distanza

Chiamato senza troppa fantasia Proxima b, situato appunto nella fascia abitabile della propria stella nonostante sia più vicino di circa 20 volte di quanto la Terra lo sia al Sole, il pianeta riceve un’energia tale che la temperatura alla sua superficie possa permettere all’acqua, sempre se c’è, di essere in forma liquida e ospitare forme di vita.

A parte questa scoperta però mancano ancora molti dati per permetterci di affermare con certezza che Proxima b possa essere un pianeta abitabile in cui magari progettare una colonizzazione. Facendo una rapida sintesi, questo mondo orbita attorno a una stella rossa come Proxima Centauri che lo bombarda di raggi X 400 volte in più di quanto faccia il Sole con la Terra.

Dunque i ricercatori ora sono chiamati a una sfida che potremmo sintetizzare con le parole di Christophe Lovis, responsabile delle prestazioni scientifiche e dell’elaborazione dei dati al VLT:”ma c’è un’atmosfera che protegge il pianeta da questi raggi? E se una tale atmosfera esiste, contiene gli elementi chimici favorevoli allo sviluppo della vita (ossigeno, per esempio)? E da quanto tempo esistono queste condizioni favorevoli? Affronteremo tutte queste questioni con l’aiuto di futuri strumenti che costruiremo appositamente per rilevare la luce emessa da Proxima b, e con lo spettrografo HIRES, che sarà installato sul futuro gigantesco telescopio ELT da 39 metri che l’European Southern Observatory (ESO) sta costruendo in Cile“.

Nel frattempo, la precisione delle misurazioni di ESPRESSO potrebbe stupire ancora il mondo scientifico grazie alla possibile scoperta di un terzo pianeta nel sistema di Proxima Centauri. Quella che già viene chiamato Proxima c avrebbe una massa inferiore a un terzo della massa della Terra, classificandosi come il più piccolo pianeta mai scoperto con il metodo della velocità radiale.