5 pericoli dell'utilizzo di carte di credito - e come evitarli

In Italia, l’evasione fiscale e contributiva toglie ogni anno dalle casse dello Stato oltre 100 miliardi di euro. Cifre da capogiro, se si considera che in tempi di pandemia certe risorse avrebbero fatto estremamente comodo in moltissimi settori, e in tempi non di pandemia garantirebbero introiti cospicui da reinvestire nel potenziamento della sanità, dell’istruzione, come anche nell’alleggerimento della tassazione.

L’utilizzo dei contanti è il modo più semplice per evadere il Fisco: i pagamenti cash nella maggior parte dei casi sono difficilmente tracciabili se non rendicontati attraverso opportuni strumenti (come lo scontrino o le fatture) e la possibilità che si ricicli denaro proveniente da associazioni a delinquere o da spaccio di droga, armi e quant’altro è ad oggi ancora molto elevata.

Per far fronte a questo problema, una delle soluzioni potrebbe essere di indurre gli utenti a spostarsi verso pagamenti effettuati con carte, anziché in contanti, che in questo modo sarebbero più monitorabili. Ma in quanto tempo le transazioni digitali potrebbero sostituire il pagamento con denaro liquido?

Contanti, si va verso l’abolizione dei pagamenti cash?

La riflessione in essere risulta comunque proiettarsi verso un futuro piuttosto remoto: al momento, sarebbe impensabile switchare completamente verso l’utilizzo di carte di credito, debito o prepagate per qualsiasi transazione.

Oltre a difficoltà logistiche, si costringerebbero gli utenti a pagare per la semplice detenzione di denaro, come avviene con i costi di commissione e gestione del conto tutt’ora presenti per moltissimi conti correnti. La possibilità che vi siano leggi che vietino l’addebito di costi di commissione potrebbe essere una soluzione a questa criticità, ma tali misure non saranno possibili fino a quando il nostro modo di percepire l’utilizzo delle carte o del denaro resterà lo stesso di oggi.

D’altronde, la Legge di Bilancio 2020 sembra muovere importanti passi in questa direzione, proponendo incentivi fiscali per chi paga col bancomat, premi per i contribuenti che si fanno fare le fatture regolarmente, e anche multe ai commercianti che rifiutano pagamenti con il POS.