app tracciamento coronavirusLa fase di massima virulenza della componente Coronavirus non potrà durare per sempre. Arriverà il momento in cui i laboratori scientifici riusciranno finalmente a debellare una piaga che conta centinaia di migliaia di morti in tutto il mondo. Prima di arrivare ad una soluzione definitiva c’è una sola cosa che possiamo fare, ovvero prevenire.

Da un’idea nata dallo sviluppatore Bending Spoons in collaborazione con il team di esperti del centro medico Sant’Agostino nasce la nuova “app Immuni“, salvagente per italiani pronti a vivere la Fase 2. A comunicare la disponibilità ormai imminente della piattaforma è stata la ministra Paola Pisano. Annuncia un piano di partecipazione volontaria ad un progetto che tutela tutti e su cui tutti dovrebbero informarsi. Ecco in cosa consiste.

 

App Immuni per dire addio al Coronavirus: parte la nuova fase di contenimento attivo del virus

Pensare di poter uscire liberamente come un tempo è solo un’utopia a fronte di una media di oltre 500 persone morte al giorno. C’è da dire che i dati scendono per numero di ricoveri e salgono per persone uscite sane dagli ospedali. Ma non si deve commettere l’errore di sottovalutare il fenomeno. La crisi è ancora attiva.

L’applicazione per dispositivi Android ed iOS offrirà l’opportunità di tracciare contatti in forma anonima grazie al Bluetooth a basso consumo dei telefoni. La garanzia della privacy è importanti con il Governo che obbliga nessun utente ad installare il prodotto. Funzionerà in background, monitorando la presenza umana 24 ore al giorno per fornire un quadro delle interazioni. Si attiverà con un rapporto nel momento in cui la distanza tra i dispositivi contenenti le app sarà uguale o inferiore ai 2 metri.

Una notifica avverte di un potenziale pericolo ed offre alternative in-app per stabilire un contatto con il proprio medico curante oppure con le ASL di zona.Il ministero dell'Innovazione ha scelto un supporto tecnologico che sarà in grado di consentire alle persone di tornare a circolare per strada in sicurezza. L'app Immuni è stata proposta dalla task force della ministra Paola Pisano e ceduta allo Stato a titolo gratuito dopo lo sviluppo da parte della società Bending Spoons in collaborazione con un equipe di esperti ed esponenti del centro medico Sant'Agostino.  Si tratta di un'applicazione che agisce secondo i principi del cosiddetto contact tracing, il tracciamento dei contatti che permetterà di capire se si è entrati in contatto con una persona positiva al Covid-19.  Come funziona Immuni: sarà veramente obbligatoria?  Per avere un corretto funzionamento, l'app dovrà essere scaricata, concedendogli tutti i permessi per lasciarla agire in background (anche mentre è chiusa). L'incontro per essere rilevato dal Bluetooth del vostro smartphone, dovrà avvenire entro i 2 metri e per una durata di tempo significativa. Per privacy non riusciremo a sapere nulla della persona positiva, né il nome né luogo dell'incontro. Allo stesso modo la persona positiva non saprà nulla di voi. Sarete però invitati a chiamare l'ASL o il vostro medico curante che vi indicherà il da farsi. A grandi linee dovrebbe essere questo il funzionamento dell'App Immuni, vera e propria arma per la Fase 2 in cui riprenderemo la vita all'esterno delle nostre abitazioni. L'app sarà su base volontaria, pertanto nessuno sarà obbligato a scaricarla. Sia però chiaro che gli esperti hanno indicato una percentuale minima del 60% di utenti attivi per il corretto funzionamento del progetto. Si pensa inoltre ad incentivi per chi la utilizza ma senza restrizioni per chi si rifiuta App Immuni: quando arriverà e i problemi da risolvere in merito a privacy e funzionamento La partenza del progetto potrebbe avvenire entro maggio per alcune regioni, anche se ci sono ancora dei nodi da sciogliere. L'applicativo si basa sulla tecnologia bluetooth, ma Apple e Google, aziende titolari dei due sistemi operativi iOS e Android, usano sistemi diametralmente opposti che dovranno essere per forza di cose amalgamati tra loro.  Un altra complicanza è legata ai dati e alla privacy delle persone che utilizzeranno Immuni. La grande mole di dati sarà conservata su un unico server, ma il ministero è ancora al lavoro per rendere il sistema impenetrabile. Ora come ora verrebbe messa a rischio la privacy e anche la sicurezza nazionale. Il pericolo sarebbe dunque quello di consegnare i nostri dati in mani straniere, ma sia chiaro che tutti ormai corrono questo rischio concedendo i permessi alle varie app e giochi, come ad esempio quelli di Facebook. Ad ogni modo si sta lavorando per scongiurare questi rischi e pertanto si attende il via libera da parte del garante della privacy dopo un necessario passaggio in Parlamento. 

Dovrebbe funzionare in questo modo. Si prefigge l’obiettivo di includere una partecipazione del 60% di tutta la popolazione italiana. Coloro che non possiedono uno smartphone o hanno poca dimestichezza con le tecnologie possono richiedere un braccialetto alternativo che svolge al funzione in maniera automatica ed indipendente. Tutto dovrebbe arrivare entro la prima settimana di maggio con la complicità di Google ed Apple che avranno il compito di verificare l’affidabilità e l’attendibilità delle applicazioni.