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L’epidemia di Coronavirus partita da Wuhan ha messo in ginocchio l’intera Cina sia a livello sanitario, sia economico. Blindare il paese per circoscrivere il contagio è indubbiamente apparsa come l’unica soluzione plausibile, ma adesso occorre fare i conti con una ripartenza non semplice. Per dare una scossa all’economia e consentire ai cittadini di riprendere una vita sostenibile, il governo cinese sta preparando una serie di misure diverse.

Tra queste non si esclude quella comunemente conosciuta col termine di Helicopter money. Si tratta di fatto di un piccolo appiglio a cui le famiglie cinesi potrebbero aggrapparsi per contare su una liquidità minima con cui affrontare i consumi e far girare denaro. Una politica economica sperimentata da diversi Paesi tra i quali Hong Kong, con l’assegnazione a tutti i cittadini maggiorenni di 10.000 dollari di HK a titolo gratuito.

 

Helicopter money: come riuscirà la Cina a far ripartire l’economia dopo l’emergenza Coronavirus?

Utilizzare la strategia dell’Helicopter money per risollevare le sorti del Paese dopo la terribile epidemia, potrebbe essere una strada percorribile ma non sicura. Con il termine Helicopter money si intende la possibilità per le banche centrali di stampare nuova moneta e di metterla direttamente nelle mani dei cittadini. In Cina si parla di una cifra pari a 2.000 yuan a cittadino, ovvero circa 260 euro. Tutto possibile se non fosse che per l’economia cinese trovare risorse per avviare il progetto in questo momento sembra non sia semplice.

Inoltre le condizioni perché l’Helicopter money venga attuata con successo non sono affatto scontate. L’economista Milton Friedman che coniò il termine nel lontano 1969 disse che affinché l’erogazione di nuovo denaro fosse utile, nessuno avrebbe dovuto risparmiare la propria quota ma lasciarla immediatamente in circolazione. Un meccanismo difficile da attuare su una popolazione numericamente cospicua, dove il rischio di inciampare nell’inflazione monetaria è sempre alle porte.