Anche quest’anno volge ormai al termine, ma il 2020 si preannuncia ricco di sorprese. A partire dall’attivazione dei ripetitori 5G prevista per la quasi totalità degli operatori risultati vincitori dell’asta delle frequenze, conclusasi nel settembre 2018.

L’introduzione del nuovo standard di connessione determinerà l’inizio di una nuova era per la connettività mobile: le potenzialità del 5G sono enormi e potranno essere canalizzate e sfruttate appieno in diverse modalità. Ad esempio, l’Internet of Things, che consentirà anche agli oggetti e agli elettrodomestici finora risultati passivi nell’utilizzo di essere controllati attivamente da remoto. Per non parlare delle novità nell’automotive, nel progetto sulle Smart Cities e sulla già avviata rivoluzione industriale della connettività.

Per permettere la realizzazione di questo grande scenario, sono serviti ingenti investimenti da parte degli operatori telefonici. Basti pensare che nel complesso Tim, Vodafone, Wind-Tre, Iliad e Fastweb hanno impegnato ben 6,5 miliardi di euro. Tali investimenti andranno quindi necessariamente recuperati. In parte, questo sta già avvenendo tramite le rimodulazioni che i gestori hanno avviato durante l’estate e stanno proseguendo anche in questo dicembre.

Un’altra strategia potrebbe essere lo switch off di una tecnologia che ormai risulta superata: il 3G.

Addio 3G: gli operatori pensano allo switch off nel 2020

Senza dubbio continuare ad investire su uno standard di connessione che non ha futuro sarebbe anacronistico rispetto allo sviluppo delle tecnologie attuali.

Al tempo stesso, la copertura del 4G non appare ancora omogenea, perciò prima di procedere allo switch off bisognerebbe garantire un’estensione della copertura 4G anche laddove attualmente non risulta disponibile. Il processo sarà sicuramente graduale, ma nel 2020 avremo modo di seguirne più da vicino gli sviluppi.