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Dura vita per gli influencer di tutte le piattaforme social, poiché la giustizia americana sta dando battaglia ai falsi follower e l’Italia si sta adeguando con delle linee guida stringenti diramate dalla Camera nazionale della Moda.

Per quelli che sono delle vere e proprie aziende che avvicinano il consumatore al prodotto, il loro core business si basa sui dettami dell’influencer marketing: un esercizio che si sviluppa su piattaforme come Instagram, Facebook o Youtube su cui spesso s’investono moltissimi soldi.

Per chi vuole approcciarsi a questo mestiere (perché sì dobbiamo ammettere che lo è, visti i guadagni) c’è anche bisogno di tempo e risorse per creare contenuti che siano interessanti e creino l’hype giusto tra i follower. Ma l’uso delle sole piattaforme social, di cui ricordiamo le pagine sono sempre di proprietà del gestore, può essere un errore madornale.

 

Gli influencer non possono vivere soltanto di Facebook e Instagram

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Il perché evidenzio questa situazione consiste nel fatto che le piattaforme social hanno adottato recentemente politiche più stringenti nelle corretta applicazione delle norme da parte degli influencer. Sono infatti molti i casi di professionisti dell’immagine che si sono visti chiudere la loro pagina per violazione di determinate norme, perdendo di fatto il controllo del loro business sui social.

Per questo sta tornando di moda l’uso di piattaforme ritenute obsolete come i blog. Spazi che sono sempre concessi da gestori ma che comunque sono autogestiti dai produttori di contenuti che, in questo caso, riprendono il controllo del loro business. E se i social network sono il mezzo più diretto per comunicare coi propri lettori e seguaci, il blog è altresì il luogo dove scrivere e raccontare chi siamo, anche attraverso la nostra professionalità di influencer.

Per fare questo lavoro la credibilità è un fattore decisivo nell’orientare le scelte dei vostri follower, e raccontarsi in modo vero e coerente aumenta di molto il valore del proprio business. Perché l’obiettivo è costruirsi un business solido, basato su una reputazione reale e su relazioni consistenti, e vi assicuro che sono in pochi quelli che hanno adottato questo “stile di vita”.