chernobyl

Il 26 ottobre 1986, poco più di 33 anni fa, la drammatica esplosione del reattore 4 rase completamente al suolo l’intera cittadina di Chernobyl. In seguito al violente scoppio, il reattore venne scoperchiato totalmente rilasciando di fatto nell’aria ingenti quantità di radiazioni altamente dannose che hanno reso l’intera zona invivibile per almeno altri 100 anni.

Di recente, come ben sappiamo, la HBO in collaborazione con Sky Atlantic ha lanciato una mini serie TV relativa all’incidente nucleare la quale, in poco tempo, ha battuto ogni record di ascolti puntando nuovamente l’attenzione di milioni di persone sulla città radioattiva. Ad oggi il livello di contaminazione di Chernobyl risulta essere ancora elevato e, purtroppo, i casi di tumori legati al disastro sono in continuo aumento.

Fortunatamente, però, negli ultimi anni grazie alla messa in sicurezza del reattore la situazione si è pressoché stabilizzata. Un enorme sarcofago composto da migliaia di tonnellate di ferro e cemento, infatti, ha completamente circondato il reattore 4 riducendo estremamente le radiazioni che tutt’oggi ne derivano. Nonostante ciò, però, alcuni droni hanno sondato il territorio e hanno scovato dei nuovi problemi. Scopriamo di seguito i dettagli.

Chernobyl: scoperti nuovi pericolosi problemi nella città fantasma

Di recente, in seguito ad alcuni problemi al sarcofago installato sul reattore 4, sono state effettuate delle indagini sulla città di Chernobyl attraverso l’ausilio di alcuni droni che hanno scansionato un area di oltre 15 km attorno all’epicentro. Per effettuare i controlli, però, sono stati necessari degli spettrometri ad alta capacità che, attraverso la tecnica Lidar, hanno scoperto alcune novità inaspettate. A quanto pare, infatti, dopo oltre 30 anni dal disastro nucleare, i livelli di radiazioni risultano essere ancora elevatissimiLo studio dell’area in questione si è sviluppato partendo da Buriakivka, per passare da Kopachi e arrivare nella Foresta Rossa.