chernobylChernobyl rappresenta l’oltretomba visibile all’uomo. Una vasta area dell’Ucraina è ancora sotto l’influsso di una contaminazione che dura ormai da oltre trent’anni. Nessuno osa mettere piede nella città fantasma. I droni inviati a perlustrare le lande desolate della zona post-apocalittica sono stati ritirati dagli operatori, ma non senza aver concesso nuove immagini terrificanti che esplicano la più totale devastazione nucleare del disastro storico. Si scoprono parecchie cose dai fotogrammi aggiornati. La paura ed il terrore continuano ancora oggi. Ecco le novità.

 

Droni a Chernobyl: morte e distruzione proseguono nell’area inaccessibile del Reattore 4

I ricercatori della famosa Università di Bristol sono rimasti impietriti dalla moderna “Croatoan” messa in luce dai droni di ricognizione autorizzati a supervisionare l’area attorno al Reattore 4. Le ripercussioni dell’incidente nucleare del 1986 continuano a sortire effetti anche nel 2019. La popolazione, spazzata via da una scia di gas tossico ad alta concentrazione, non ha potuto fare ritorno alle proprie abitazioni. Anche flora e fauna non convivono in questo habitat inospitale.

Attorno alla zona di contatto si è scoperto uno scenario macabro, sinistro, agli antipodi del concetto di civiltà umana. La verdeggiante foresta limitrofa, un tempo prospera di vita, è stata ribattezzata Foresta Rossa. Visto l’assoggettarsi degli elementi avversi, difatti, l’area non è più abitabile. L’insediamento umano è impossibile per una zone che muta dal verde al rosso per segnalare la mancanza di vita.

Il livello di radiazioni è ancora troppo alto per concedere una tregua alla desolazione. E forse lo sarà per sempre. Possiamo solo osservare il più grande monito alla mano distruttiva dell’uomo nella speranza che tutto ciò non si ripeta mai più.