Chernobyl è ancora devastante, un recente studio condotto in loco ha effettivamente dimostrato che le radiazioni nell’area sono ancora decisamente più elevate di quanto ci saremmo potuti aspettare, sopratutto dopo oltre 33 anni dalla data ufficiale del disastro.

La storia non mente, ancora oggi Chernobyl è l’incidente nucleare più spaventoso di sempre. Era il lontano 1986 quando, in una tranquilla notte di controlli da parte degli addetti ai lavori, qualcuno infranse i protocolli di sicurezza portando al surriscaldamento del reattore 3; l’inadeguatezza dell’infrastruttura causò la rottura dei tubi di raffreddamento, con la conseguente emissione nell’aria di una quantità inimmaginabile di radiazioni (che coprirono addirittura tutta l’Europa, fino alla lontana Norvegia). Gli effetti li risentiamo ancora oggi, e per fortuna non abbiamo assistito ad una vera e propria fusione del nocciolo, in caso contrario molti di noi forse non sarebbero nemmeno qui oggi.

 

Chernobyl davvero devastante: le radiazioni sono ancora a livelli incredibili

Trascorsi 33 anni dalla data del disastro, ancora oggi le radiazioni risultano essere decisamente superiori a quanto ci saremmo aspettati. Il recente studio condotto dall’Università di Bristol con l’ausilio di droni, ha permesso di controllare lo stato dell’area circostante (in 15 chilometri quadrati) alla centrale nucleare di Chernobyl.

I risultati parlano di una zona completamente disabitata anche dalle specie animali (inaspettata anche tale situazione), ma sopratutto livelli radioattivi decisamente elevati, sopratutto nella zona della cosiddetta foresta rossa. L’area, molto probabilmente, sta lentamente rilasciando nell’aria tutte le radiazioni assorbite proprio nel periodo del disastro. La situazione è la suddetta, per poterci riprendere possesso di Chernobyl dovremo attendere ancora moltissimo tempo.