Twitter

Il social network Twitter ha comunicato, in seguito alla decisione del CEO Jack Dorsey, che smetterà di pubblicare tutte le pubblicità politiche. Dorsey ha anche sottolineato che il format e il potenziale di microtargeting delle pubblicità su internet, rendono le stesse problematiche.

Per questo motivo l’azienda ha deciso che, nel dubbio su come moderare l’uso e l’efficacia, preferisce non averci nulla a che fare. Parole riportate dal profilo ufficiale di Jack Dorsey sul proprio profilo ufficiale Twitter. Scopriamo i dettagli.

 

Twitter ha bloccato tutte le pubblicità politiche

A partire dal prossimo 22 novembre 2019 non sarà più possibile pubblicare alcuna campagna pubblicitarie a tema politico sulla piattaforma. La nuova policy sarà pubblicata integramente il prossimo 15 novembre 2019 e prevederà eccezioni. Di queste eccezioni Dorsey ne ha già anticipata una, ovvero la possibilità di fare campagne di outreach per invitare le persone a registrarsi per il voto.

Negli Stati Uniti la barriera della registrazione per il voto, rimane un grosso problema alla rappresentanza. I due direttori che seguono il tema per Facebook, Katie Harbath e Nell McCarthy, hanno pubblicato su USA Today, un editoriale in cui difendono la linea dell’azienda, sottolineando come la piattaforma Facebook non può diventare “il custode della verità nelle pubblicità dei candidati alle elezioni“.

Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, insiste che la sua piattaforma fa bene a permettere ai politici di pubblicare pubblicità politiche. Inoltre la piattaforma di Zuckerberg ha avuto un quadrimestre strepitoso, con una crescita di ricavi del 29% rispetto all’anno scorso. Dato che, le campagne promozionali non risolvono il problema dei social network, nell’ambito di pubblicazioni di informazioni manipolatorie e messaggi che incitano all’odio, Dorsey sta difendendo la sua scelta per la propria piattaforma.

Uno dei motivi principali che l’hanno portato ad intraprendere questa scelta è che i confini tra i messaggi di utenti che incitano all’odio e quelli della destra parlamentare, sono particolarmente difficili da distinguere e Twitter non vuole rischiare di bannare anche dei politici del partito democratico.