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Scienza e Tecnologia

Universo: ecco i misteri che si nascondono dietro la sua veloce espansione

scritto da Niccolò Marrocco 27/10/2019 0 commenti 1 Minuti lettura
universo-hubble
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Quando si parla di Universo si immagina uno spazio intangibile e infinito, in realtà non è così. E’ infatti stato dimostrato dagli scienziati che è in continua espansione. Ultimamente però sembrerebbe cambiato ulteriormente qualcosa, è stata infatti scoperto un nuovo valore della costante di Hubble che indicherebbe un’accelerazione nel processo di crescita.

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Questa costante è in grado di descrivere numericamente la velocità alla quale il nostro Universo si espande. Un recente studio della Royal Astronomical Society ne ha inoltre esaminato il nuovo valore. La scoperta, secondo Chris Fassnacht sta creando molta agitazione e disorientamento tra gli scienziati, che non si aspettavano una crescita così rapida.

Universo: che cos’è la costante di Hubble e come viene utilizzata

Alla base dell’espansione dell’Universo ci sarebbe la costante di Hubble, le cui misurazioni permettono anche di scoprire l’anzianità del Cosmo. Gli scienziati si trovano quindi impegnati in calcoli complicatissimi, che spesso giungono a risultati completamente differenti tra loro.

Nello studio che vi abbiamo anticipato l’origine dei dati utilizzati è la tecnologia Adaptive Optics del WM Keck Observatory. Questo osservatorio sfrutta due telescopi siti nelle isole Hawaii e il telescopio Hubble della NASA. Fassnacht si è detto quindi soddisfatto, considerando che 20 anni fa non poteva fruire della tecnologia odierna.

I risultati ottenuti hanno evidenziato che il nuovo valore della costante di Hubble è di 76.8 chilometri al secondo per megaparsec. Per chi non lo sapesse, il parsec è un unità di misura che equivale a circa 30 trilioni di chilometri. Il numero ottenuto va a scontrarsi con la precedente misurazione effettuata da Adam Riess che aveva ottenuto 74.03. Questo era però nato dallo studio di alcune stelle variabili chiamate Cefeidi.

In passato sfruttando la tecnica della radiazione cosmica di fondo si erano ottenuti valori decisamente più bassi. Si parla infatti di solo 67.4, numero poi aumentato nuovamente da Wendy Freedman dell’Università di Chicago. La ricercatrice aveva infatti ottenuto la sua costante dallo studio della luminosità delle giganti rosse e delle supernove, ottenendo 69.9 chilometri al secondo per megaparsec.

Questi numeri potrebbero sembrarci decisamente poco distanti tra loro, ma considerando la cospicua distanza fanno decisamente la differenza. Il modello cosmologico è destinato quindi ad essere aggiornato e diventare progressivamente più preciso e completo. Le migliorie porteranno inevitabilmente alla modifica del Modello standard conosciuto fino ad oggi.

universo
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Niccolò Marrocco

Appassionato di Tecnologia a 360°. Mi sono avvicinato a questo mondo specializzandomi nell'ambito mobile e droni.

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