Supervulcani

Si sente spesso parlare di apocalisse, di fine del mondo e di tante altre profezie legate alla fine dell’umanità e della Terra. Molte sono palesemente fake news, ma considerando gli enormi problemi che il nostro pianeta si sta trovando ad affrontare (e molti dei quali sono a causa nostra), è lecito pensare che possano essere tutti segnali di una grande apocalisse biblica o leggendaria.

Dallo scioglimento dei ghiacciai al buco dell’ozono, dall’ inquinamento dilagante al surriscaldamento del pianeta: sono tutte problematiche che hanno come origine l’ingordigia e l’errore umano. L’attenzione delle ultime settimane si è spostata invece su un nuovo scenario apocalittico. Sembra che uno studio su un gigante supervulcano stia preoccupando gli scienziati di tutto il pianeta.

Supervulcano: lo studio su Yellowstone rivela particolari inquietanti

I ricercatori facenti parte dell’università dell’Arizona, capeggiati dalla dottoressa Hannah Shamloo, hanno studiato i minerali che provengono dal vulcano di Yellowstone, uno dei più grandi e pericolosi al mondo. Esso si trova negli Stati Uniti e le sue dimensioni sono di oltre 55 x 72 km di estensione, con una profondità di 14 km circa.

Nonostante l’ultima eruzione risali a più di 70.000 anni fa, e si ipotizzava che una successiva sarebbe arrivata fra altrettanti anni, ci sono stati degli sviluppi che hanno visto un’attività catastrofica all’orizzonte, molto prima del previsto.

La natura del supervulcano di Yellowstone muta con rapidità: passa infatti dallo stato dormiente a quello attivo in poco tempo, e dalle analisi dei campioni di minerali sembra che abbia iniziato la sua fase di risveglio, prima del previsto. Qualora si svegliasse definitivamente, lo scenario sarebbe apocalittico: il Nord America scomparirebbe in un istante e il restante del mondo morirebbe per l’esalazione dei gas tossici generati dall’esplosione.