Negli ultimi anni, la privacy degli utenti è tornata centrale nel dibattito sulle nuove tecnologie e sui social. Le vicende di cui gli utenti sono stati protagonisti, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica, ha obbligato l’opinione pubblica e gli esperti a operare delle riflessioni più approfondite sul tema. Nella speranza che possano esitare, poi, in linee guida a livello giuridico per normare i fenomeni social ormai in netta espansione.

Il timore di poter essere intercettati o spiati (anche a causa della scoperta di una vulnerabilità nella rete 4G) si è fatto sempre più forte, tanto da far credere agli utenti di non avere più il controllo sulle informazioni estrapolate dai motori di ricerca o dai social. Che si tratti di gusti musicali, impegni o preferenze negli acquisti, sembra che ormai non si riesca a porre un argine alla “schedatura” dei nostri dati più disparati.

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Per rendere le comunicazioni sicure, almeno nella sfera privata (e impedire che alcune telefonate possano essere intercettate e venga violata la privacy degli utenti), sono dunque stati creati degli appositi telefoni che rendono la comunicazione criptata tra due parti.

Cellulari anti-intercettazione: ecco come rendere le comunicazioni sicure

Sono stati creati dei devices criptati per permettere agli utenti di sentirsi al sicuro durante le conversazioni telefoniche private. Questi telefoni si basano sugli algoritmi AES256 – Two Fish 256 e sono dispositivi sempre accoppiati, perché consentono la comunicazione “privata” tra i due dispositivi criptati con la stessa chiave di cifratura.

Possono anche essere utilizzati per effettuare chiamate all’esterno di questo binomio: in tal caso, però, non vi è certezza in merito alla sicurezza della comunicazione.