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L’utilizzo dello smartphone negli ultimi anni è diventato sempre più invasivo ed ormai, nelle nostre vite, è diventato il nostro compagno fidato. Esso è infatti il modo perfetto per comunicare, portatile, piccolo (o grande a seconda della preferenza); inoltre contiene la nostra identità bancaria, i nostri dati personali, i documenti di lavoro, le foto private, i video ricordi o i video di lavoro, i Social e le mail con cui gestiamo il flusso di notizie che arrivano quotidianamente sui nostri account.

Avere quindi il device sempre carico e pronto all’uso è diventata una esigenza vitale, sia per comunicare con i propri cari e parenti, sia per essere pronto al lavoro o per essere connessi sui Social.

A tal proposito, i produttori di dispositivi mobili hanno creato batterie sempre più performanti, opzioni per la ricarica di tutti i tipi: ricarica ad induzione, warp charge, ricarica veloce, ricarica wireless. Sono tante e diverse fra loro le soluzioni che operano le aziende.

Lasciare però il telefono sotto carica durante la notte è la prassi comune. Effettivamente, quale momento migliore per assicurarsi che il device si carichi totalmente e sia pronto per il giorno seguente? Su questa domanda si è posto un dibattito molto interessante, che vede nell’atteggiamento in questione, un problema per l’usura della batteria del prodotto.

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Smartphone: ma è davvero rischioso lasciarlo sotto carica durante la notte?

Partiamo dalla base: ogni smartphone ha una batteria che ha un determinato ciclo vitale. Sicuramente non è infinita, e prima o poi inizierà a perdere colpi. Su molti telefoni (pensiamo agli iPhone) c’è anche la spunta nel Menù delle impostazioni, che ci comunica lo stato di usura della batteria. Nell’arco della vita di uno di questi magici componenti del device, ci posson essere soltanto determinati cicli di ricarica. Sicuramente non sono infiniti.

D’altro canto però, gli smartphone, anche quelli di fascia medio-bassa, ormai montano un chip che nel momento in cui riconosce la carica completa del dispositivo, ne blocca l’alimentazione per non sovraccaricare il sistema. Così il dispositivo non si surriscalda e il flusso di corrente che ne arriva si limita, evitando i problemi legati alla saturazione della batteria nel tempo.