apocalisse nel mese di luglio seconda la profezia dei maya

L’apocalisse è da sempre uno degli argomenti più clickati su Internet. Basta fare una rapida ricerca su Google per essere rapiti dalla miriade di siti di fake news a riguardo. La presunta fine del mondo per mano di qualche segno divino, è infatti uno degli argomenti più gettonati nel deep Web.

La prima teoria sulla fine del mondo riguarda l’antica popolazione dei Maya. Di fatto, il popolo è famoso per le sue profezie apocalittiche, fortunatamente tutte sbagliate. La prima fu quella relativa al fatidico giorno 12-12-2012, da cui ne scaturì un vero e proprio evento mediatico.

L’ultima era correlata ad una leggenda che aveva a che fare con il ritrovamento di pesci Remo spiaggiati sulle coste del Giappone. Secondo la profezia infatti, tale segnale avrebbe significato la fine del mondo prevista per Luglio 2019. Come vedete siamo ancora qui. E ciò significa che la teoria dell’antico popolo ha fatto decisamente cilecca.

La seconda profezia invece riguarda l’apocalisse causata dai peccati mortali commessi dall’uomo. La teoria di Medjugorje (famosa con il nome della città dove avvengono i miracoli) vedrebbe nella fine del mondo la giusta punizione per i peccati terrestri dell’umanità. Fortunatamente, anche la Chiesa ha smentito tale ipotesi, allontanando la teoria di complotto dai riflettori del Vaticano.

Eppure alla luce dei numerosi disastri ambientali, sembra quasi veritiero l’incipit dell’apocalisse: foreste che bruciano, scioglimento dei ghiacciai, scorte di cibo annuali finite nel mese di Luglio, abbassamento del livello dei mari e molto altro. Ma tutto ciò ha un nome sì, ma non ha a che fare minimamente con le leggende, ma soltanto con l’ingordigia e la stupidaggine dell’essere umano.

Apocalisse: la profezia biblica contenuta nella Genesi

L’ultima profezia di cui vogliamo parlarvi ha a che fare con la Genesi. Il noto profeta Ezechiele nella Bibbia ha infatti citato l’inizio della fine di tutto con il ritorno della vita nel Mar Morto. Nello specifico, ha parlato del ritorno dei pesci d’acqua dolce nel bacino d’acqua del Mare del Sale. Caso bizzarro che proprio nei mesi precedenti, il fotoreporter Noam Bedein avesse scattato uno scenario simile durante il suo viaggio nelle terre adiacenti il lago salato più famoso del mondo. Ora il mondo è diviso in due: c’è chi crede nell’operato del giornalista, e chi lo prende per un ciarlatano. Se avesse ragione, infatti, sarebbe una stranissima coincidenza allarmante. 

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