Bisogna mettersi il cuore in pace: il bollo auto non verrà abolito per il momento. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando dell’odiata tassa sul possesso delle autovetture, pagata con reticenza dagli italiani annualmente. E’ un’imposta che non ha mai avuto un vero e proprio senso, se non quello di riempire le casse statali. Da una ricerca ISTAT è emerso infatti che in soli cinque anni, dal 2013 al 2018, i pagamenti relativi al bollo auto hanno portato nelle casse dello Stato, oltre 200 milioni di Euro. A tal proposito, tutti gli utenti sognano la sua abolizione, essendo essa una tassa decisamente esosa per le famiglie italiane.

Per ora non verrà abolito, nonostante sul Web siano girate notizie confusionarie a riguardo per molto tempo. Si è parlato di abolizione per via di alcune proposte di legge dichiarate ma non attuate dal vigente governo. Anche il vice premier Di Maio ha dichiarato che, grazie al calo dello Spread, sarebbe stato possibile abolire l’odiata imposta sulle automobili. A ciò si unisce anche la sentenza n. 122 della Corte proferita dal giudice Luca Antonini che conferisce alle autonomie regionali maggiore potere sulla vicenda del bollo auto. Ma è su questo punto che si è creata confusione.

Leggi anche:  Bollo auto addio: ecco cosa significa abolizione per le Regioni

Bollo auto: la Corte Costituzionale non ha mai concesso la sua cancellazione

Dalla sentenza del giudice non è si mai avuta l’ufficialità però e si è avuta una male interpretazione della proposta. Le regioni infatti potranno decidere autonomamente e indipendentemente l’una dall’altra, se abolire, ridurre o addirittura aumentare l’importo della tassa. E anche se vi fosse l’abolizione totale, non sarebbe mai una scelta avvallata dalla Corte Costituzionale.

Il secondo motivo che ha creato dubbi a riguardo, viene dall’intervista al Ministro dello Sviluppo Economico, Di Maio, il quale aveva annunciato che il Governo nel 2020 avrebbe abolito l’odiata tassa, grazie al calo dello Spread. Lo Stato avrebbe attinto ai fondi risparmiati con lo Spread per coprire i ricavi derivanti dall’imposta odiata sulle vetture.

Con l’attuale crisi di governo in cui versa l’Italia da poco prima di Ferragosto, e con la recente dimissione anche del Premier Conte, purtroppo la proposta sarà stata messa in Stan-by. Di certo non avremo una risposta concreta ne tantomeno un’ipotetica abolizione nel prossimo futuro, ed è meglio rassegnarsi all’idea di continuare a pagare il bollo nei prossimi anni.