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Il Fisco ha annunciato a più riprese che utilizzerà l’algoritmo inserito nel Risparmiometro per controllare tutti i conti correnti degli Italiani. Il sistema entrerà però a regime soltanto da settembre 2019, quando la normativa antiriciclaggio e la lotta all’evasione fiscale dell’Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza ultimeranno la Superanagrafe.

In caso di uso di denaro contante sopra i 10.000 euro mensili, il Fisco potrà applicare una lente d’ingrandimento sul titolare del conto corrente, e non servirà aggirare tale controllo con versamenti o prelievi di piccole somme volte al medesimo risultato. L’Agenzia delle Entrate ha chiesto piena collaborazione a banche, Poste e istituti finanziari vari, i quali dovranno trasmettere i dati di tutte le movimentazioni di denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro.

 

Fisco: cosa cambia a settembre sui controlli dei contanti

Inoltre, il Risparmiometro analizzerà ogni scostamento del 20% tra entrate e uscite di denaro sui conti correnti, in base anche alla dichiarazione dei redditi presentata dai contribuenti. Attraverso la Superanagrafe, condivisa con l’Agenzia delle Entrate, saranno effettuate le analisi sui conti per scovare i possibili casi di evasione fiscale.

Il tutto sarà disciplinato dal provvedimento dell’Unità Informazione Finanziaria della Banca d’Italia del 28 marzo 2019, dove sono contenute regole, tempistiche e soggetti nei confronti dei quali saranno effettuati i controlli sull’uso dei contanti.Tale provvedimento avrà il compito anche di recepire le novità relative in materia di antiriciclaggio.

Il limite all’uso dei contanti ai fini dell’avvio dei controlli sarà considerato cumulativamente, sia per le operazioni eseguite in qualità di cliente che di esecutore. I dati relativi alle operazioni per le quali sono stati superati i limiti all’uso dei contanti, pari a 10.000 euro mensili e 1.000 euro per operazione, saranno condivisi dall’Uif con la Guardia di Finanza.