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Tempo fa si disse che il pianeta aveva appena 12 anni ancora per cambiare il destino del clima prima di entrare in una spirale senza ritorno. Ma le stime sembra fossero un po’ troppo ottimistiche, e ora i ricercatori fanno previsioni al massimo per 18 mesi.

A dirlo sono stati alcuni tra i migliori scienziati climatologi al mondo, come ha dichiarato Hans Joachim Schellnhuber, fondatore e direttore emerito del Potsdam Climate Institute: “la matematica del clima è brutalmente chiara: sebbene il mondo non possa essere guarito nei prossimi anni, potrebbe essere fatalmente ferito dai nostri comportamenti negligenti già entro il 2020”.

Dello stesso avviso è stato il principe Carlo d’Inghilterra a un ricevimento:“sono fermamente convinto che i prossimi 18 mesi saranno fondamentali per mantenere i cambiamenti climatici a livelli di sopravvivenza e per ripristinare l’equilibrio della natura”.

 

Clima, abbiamo 18 mesi per salvare il pianeta: come va in Italia

Nel 2018 si era stimato che l’aumento delle temperature globali si potesse bloccare al di sotto di 1,5 ° C in questo secolo, se le emissioni di anidride carbonica fossero ridotte del 45% entro il 2030. Ma oggi gli osservatori riconoscono che i correttivi da parte delle nazioni dovranno avvenire entro la fine del prossimo anno, giudicata l’ultima chance prima che i cambiamenti climatici diventino irreversibili. 

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A livello normativo si è fatto molto con l’accordo globale sul clima di Parigi del 2015, ma le promesse potrebbero non bastare a mantenere le temperature al di sotto del cosiddetto limite di sicurezza. E se l’obiettivo del 45% di riduzione delle emissioni entro il 2030 deve essere raggiunto, l’applicazione di questi piani d’intervento deve partire al massimo nel 2020. Purtroppo, alcuni stati non sono completamente allineati all’intesa di Parigi, e si dovrà aspettare altri eventi perché si faccia un fronte comune.

Nel frattempo, però, il riscaldamento globale sta peggiorando a una velocità maggiore del previsto e riguarda il 98% del pianeta, come da ricerche pubblicate sulle riviste Nature e Nature Geoscience. I dati indicano inoltre un crescendo nelle temperature fino alla fine del ventesimo secolo, ossia fino al periodo in cui si ferma la loro analisi. Un valore di 3° in più di temperatura da solo può bastare a distruggere intere specie animali e piante.