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L’utilizzo del telefono mentre si guida è un’attività pericolosissima oltre che severamente vietata dalla legge italiana. I disastri stradali causati dall’utilizzo dello smartphone sono sempre più numerosi, tanto da esser diventati un problema nazionale per lo Stato. 

A breve le cose peggioreranno per gli automobilisti. Infatti se al momento le pene possono sembrare dure, risultano essere ancora inefficaci contro la voglia degli italiani di usare il proprio device anche durante la guida. Stanno per arrivare nuove sanzioni durissime per i trasgressori.

Il fenomeno dei Social inoltre ha contribuito ad innalzare le pratica scorretta dell’uso del telefono in maniera eccessiva e compulsiva. Basta accedere ad Instagram per vedere quanta gente posta Stories mentre guida o è nel traffico a lamentarsi degli ingorghi stradali. Noi ricordiamo infatti che qualsiasi uso del dispositivo alla guida è illegale. E’ consentita soltanto la risposta alle chiamate qualora si usassero gli assistenti vocali, il vivavoce o le comode cuffie bluetooth.

Le nuove sanzioni sono severissime: guai per chi verrà pizzicato con lo smartphone al volante

I topic della nuova proposta per l’inasprimento delle pene per gli automobilisti indisciplinati sono: multe più pesanti, più controlli, perdita di punti della patente raddoppiata e infine sospensione della carta di guida.

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Il comandante della Polstrada, Santo Puccia, ha elaborato invece, una proposta ancora più severa. Puccia vuole eliminare del tutto l’uso dello smartphone al volante e per farlo ricorrerà alla pena più esemplare: ritiro immediato della patente.

Favorevole a questo pugno di ferro si è dichiarato anche il deputato della Commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli. Secondo Puccia e Morelli con questo metodo si otterrebbe lo stesso effetto che si è avuto con l’introduzione dei punti sulla patente.

Al momento soltanto in caso di recidività è previsto il ritiro oltre che al raddoppiamento delle multe. Si parte così dai 422 Euro per arrivare a toccare quote pari a 2588 Euro.