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Google Calendar: nla nuova truffa può svuotare carte e conti


I tentativi di frode online riscontrati negli ultimi mesi sono stati decisamente numerosi.  Spesso si è trattato di casi di phishing, ovvero, truffe nascoste dietro false email che utilizzano come mittente, in maniera del tutto illecita, i nomi di aziende e marchi noti. Il mese scorso sono stati segnalati circa 8.000 attacchi phishing riguardanti offerte di voli e viaggi apparentemente vantaggiose, ma non è tutto. Kaspersky continua a segnalare tentativi di phishing e, tra gli ultimi casi, uno in particolare utilizza come espediente Google Calendar. 

Truffa Google Calendar: ecco un nuovo tentativo di frode online che può prosciugare i carte e conti di molti utenti!

A finire nel mirino dei malfattori questa volta è Google Calendar. I suoi utenti, infatti, possono ricevere delle notifiche non desiderate e andare incontro a dei veri e propri tentativi di phishing.

La strategia utilizzata dai malfattori in questo caso sfrutta la possibilità offerta dall’app di aggiungere automaticamente eventi e inviti al calendario

degli utenti. Attraverso questo semplice passaggio, le vittime, si ritrovano coinvolte in un tentativo di frode che si conclude con l’accesso ad una pagina fraudolenta contenente un sondaggio.

A questo punto gli utenti sono invitati a procedere con il questionario per ricevere in cambio un premio in denaro. Come in ogni caso di phishing, si tratta di premi inesistenti che tentano di attirare l’attenzione degli utenti. Il tutto mira a giustificare la richiesta illecita di informazioni sensibili, in questo caso spacciate come necessarie per la riscossione del premio. 

Come riportato da www.corrierecomunicazioni.it, e comunicato dalla security researcher di Kaspersky, al fine di proteggere i propri risparmi è sufficiente modificare le impostazioni dell’app. Ricordiamo, inoltre, l’inaffidabilità di tutti quei messaggi e quelle email che propongono la riscossione di premi senza un reale motivo, quasi sempre si tratta di truffe online che è bene ignorare.

 

 

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Pubblicato da
Giorgia Leanza