trustpilot

TrustPilot, il famoso sito danese che permette agli utenti di recensire qualsiasi tipo di attività, pur essendo uno strumento prezioso per assegnare dei rating seri alle imprese, presenta alcune criticità che ne minano l’efficacia.

Purtroppo succede un fatto alquanto anomalo, poiché quando vogliamo scegliere un servizio logistico o un operatore telefonico ci accorgeremo che qualsiasi azienda scelta soffre di un rating molto basso. Come se su TrustPilot non ci fosse un solo servizio decente in entrambe le categorie, gli utenti utilizzano in realtà lo strumento della recensione in modo distorto dal reale scopo.

Le recensioni diventano un modo per protestare contro quelle aziende che, per un motivo o un altro, non hanno riscosso simpatia per il loro servizio. Ora può anche capitare di trovare un operatore o un corriere scorbutico, ma è altresì strano che quelli che sono rimasti contenti del servizio non lo recensiscano positivamente. Sembra come se ci fosse una sorta di omertà nel segnalare le cose che funzionano, forse perché gli utenti sono irretiti dall’enorme mole di commenti negativi.

TrustPilot: perché le recensioni potrebbero essere forzate

C’è poi una pratica comune su TrustPilot e anche su tanti altri siti, ovvero quello del “review bombing”. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di inondare di recensioni “forzate” il rating di un’azienda in cambio di sconti o articoli gratuiti. Funziona anche al contrario, poiché gli utenti potrebbero trovare un gran numero di recensioni negative per un servizio che in realtà funziona bene.

Tutte queste problematiche, comuni a moltissimi altri siti come TripAdvisor, Steam, Amazon, rendono le recensioni uno strumento poco affidabile. Noi di Tecnoandroid vi possiamo consigliare un modo semplice per scegliere la review più vera:

  • meglio fidarsi di un’opinione articolata in più righe;
  • porre attenzione a scegliere quelle corredate da foto o video;
  • verificare se il materiale multimediale sia amatoriale.
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Scoperta la vocazione per l'informazione, decide di diventare giornalista pubblicista a 30 anni suonati partendo dall'informazione sportiva regionale. Appassionato di videogame e tecnologia sin da piccolo, si è consumato le sinapsi e i pollici tra libri, manageriali di calcio e fantasy RPG. Ha sempre cercato un modo per applicarsi nel lavoro dei suoi sogni, che sia la volta buona?