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Il design delle scorse ammiraglie di Samsung non è stato accolto da tutti con benevolenza anzi, più volte sono nate discussioni sulla scelta fatta dal produttore sudcoreano. Le accuse principali riguardavano al fatto che nel complesso sembravano poco ispirate o troppo simile ad altri dispositivi. Quest’anno non ci sono stati discussioni in merito eclatanti forse anche per via del fatto che i modelli in circolazione sono relativamente pochi. Per cercare di sfruttare al meglio questo lasso di tempo Samsung ha deciso di far sapere al pubblico il percorso che ha portata alla creazione dei Galaxy S10.

 

Focus sui colori

Apparentemente il motto, o almeno uno dei diversi presente nel progetto, era “Radical, Magical” che si è tradotto nella scelta di materiali di prima qualità, e ci mancherebbe, oltre che a colori accessi e il più accattivanti possibili, qualcosa che le compagnie cinesi stanno attuando già da tempo.

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La scelta dei colori è stata parecchio complicata visto che l’effetto prisma sono dovuti ricorrere a 1000 strati di colore i quali sono stati sovrapposti cercando di ottenere ogni volta una diversa riflettività. Due colori nello specifico invece sono stati scelti cercando di puntare alle nuove generazioni, per lo meno quelle in grado di capire l’importanza dell’oggetto in questione, e si tratta del giallo canarino e del rosa fenicottero. In alcuni casi è presente anche la ceramica e quest’ultima è stata lavorata in modo da risultare esteticamente piacevole e al tempo stesso resistente e duratura.

Anche il posizionamento delle fotocamere posteriori ha richiesto del tempo, ma l’effetto potrebbe non essere stato dei migliori. Se torniamo alla problematica del fatto che i dispositivi assomigliavano troppo a quelli precedenti allora in questo la configurazione posteriore sembra quella dei Galaxy Note.