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Huawei Mate 20 Pro: 5 cose che amiamo e 5 cose che odiamo

scritto da Marco Serra 05/01/2019 0 commenti 2 Minuti lettura
Huawei Mate 20 Pro
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Huawei Mate 20 Pro è uno dei migliori smartphone con sistema operativo Android del momento e lo abbiamo detto senza problemi nella nostra recensione approfondita che potete leggere in questo articolo. Tuttavia, utilizzandolo per ancora più tempo siamo in grado di dirvi 5 cose che amiamo e 5 cose che odiamo di questo smartphone.

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L’articolo non vuole essere affatto provocatorio perché, come abbiamo detto giusto un paragrafo più sopra, è uno dei migliori se non il migliore dispositivo acquistabile al momento per prestazioni, caratteristiche ed esperienza di utilizzo e le cose che odiamo sono sciocchezze. Ma questi sono contenuti che vi piacciono e vi stimolano.

 

Huawei Mate 20 Pro, 5 cose che amiamo di questo smartphone

1) Compatto e facile da usare con una sola mano. I designer cinesi hanno fatto un ottimo lavoro con Huawei Mate 20 Pro ed il suo form factor. Lo smartphone è un dispositivo alto e stretto che si adatta benissimo alla mano. Le forme sono ottimizzate per non essere troppo gigantesche pur offrendo un gigantesco schermo. Si usa benissimo con una mano.

2) È velocissimo. Huawei è una delle pochissime aziende che producono in autonomia i SoC dei loro smartphone. E con Mate 20 Pro hanno fatto un passo in avanti enorme, installandogli il chip Kirin 980, il primo su uno smartphone Android con processo produttivo di 7 nanometri. I benchmark dimostrano che questo chip è velocissimo, più degli altri.

3) La ricarica rapida funziona incredibilmente bene. Chi ha una forte dipendenza dallo smartphone si preoccupa spesso della batteria. Huawei Mate 20 Pro offre un’ottima autonomia ma per coloro che dovessero dimenticarsi di metterlo in carica viene in soccorso la ricarica rapida SuperCharge che con 30 minuti garantisce un giorno di autonomia.

4) Lo schermo è stupendo. Huawei Mate 20 Pro ha un pannello AMOLED da 6.39 pollici di diagonale che ricopre l’87.9% della superficie della scocca. Un display con 3120 x 1440 pixel di risoluzione e 538 PPI, con tecnologia HDR10 e DCI-P3. Un gioiello protetto da vetro Gorilla Glass.

5) C’è una cover nella confezione di vendita. Come altri smartphone del marchio, anche questo Mate 20 Pro viene venduto con un case presente già all’interno della confezione di vendita. Un segno che dimostra come Huawei ci tenga al fatto che i suoi clienti possano proteggere da subito il loro acquisto.

 

Huawei Mate 20 Pro, 5 cose che odiamo di questo smartphone

1) Troppe applicazioni. Lo smartphone viene fornito con un sacco di applicazioni bloatware installate di default. Potete nasconderle in cartelle per non vederle ma perché Huawei ne ha inserito così tante? Pensate a come sarebbe stato l’ambiente EMUI senza queste app.

2) la navigazione gestuale potrebbe essere migliore. La navigazione gestuale è il futuro, perché rappresenta un modo molto più fluido per interagire con il proprio dispositivo senza passare dai pulsanti. Huawei Mate 20 Pro offre già diverse gesture ma alcune vanno a singhiozzi e sono certamente migliorabili, complici animazioni non proprio perfette.

3) Niente swype verso il basso per le notifiche. Non vi è alcun swype verso il basso per accedere rapidamente al pannello delle notifiche. Un vero peccato per uno smartphone di questo calibro.

4) Il raise to wake non sempre funziona bene. I lettori di impronte digitali in-display funzionano ma per quegli smartphone come il Huawei Mate 20 Pro che offrono anche lo scanner facciale 3D, diventa quasi sempre quest’ultimo il metodo di sblocco preferito. E affinché funzioni benissimo è necessario che faccia lo stesso il raise to wake.

Ovvero quella funzione che una volta preso in mano lo smartphone accende lo schermo e risveglia le altre componenti. Tuttavia, se questa funzione non sempre svolge il suo lavoro al meglio, l’esperienza di sblocco tramite lo scanner del volto può iniziare a mostrare alcune pecche.

5) Piccoli bug. L’interfaccia utente di Huawei è diversa da molte altre interfacce a cui potreste essere abituati. Con le ultime versioni è migliorata notevolmente ma nonostante questo rimangono ancora alcuni bug rimangono e questo è frustrante su uno smartphone così costoso.

Ad esempio, dopo aver provato alcune app per sfondi di terze parti, diventa impossibile riuscire a cambiare lo sfondo della schermata di blocco di Huawei Mate 20 Pro senza riavviarlo. O, a livello costruttivo, il microfono in basso si trova accanto allo slot della SIM e quindi lo si può danneggiare facilmente se si sbaglia ad aprire il vano SIM.

huaweiHuawei Mate 20 Pro
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Marco Serra
Marco Serra

Giovane e appassionato dell'elettronica di consumo, Marco Serra è un aspirante ingegnere informatico e delle telecomunicazioni che scrive su tutto quello che può essere etichettato come "high tech" dedicandosi principalmente al mondo della telefonia mobile dove i protagonisti sono smartphone, tablet e wearable. Lavora come esperto informatico e nel tempo libero si dedica principalmente alla fotografia, allo sviluppo di database e al mondo delle auto, che segue da vicino.

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