black friday

La piattaforma di e-commerce Amazon è l’azienda più famosa al mondo quando si parla di shopping online e servizi ad esso collegati. È infatti in grado di offrire prodotti di qualsiasi tipo e genere e anche servizi molto comodi per tutti gli abbonati.

Esiste però un periodo dell’anno, quello del Black Friday, in cui l’azienda entra in un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda i turni dei dipendenti. I dipendenti di Amazon sono sempre un tema molto delicato, ma scopriamo i dettagli.

 

Amazon: aria di tensione in vista per il Black Friday

Nel più grande magazzino Amazon in Italia, l’aria che si respira torna ad essere un po’ troppo pesante, soprattutto per l’arrivo del Black Friday e il periodo di Natale. Il motivo di scontro sono i turni di notte dei lavoratori dell’impianto di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. A fine maggio l’azienda ha firmato un accordo con i sindacalisti e quest’ultimo prevede che il lavoro notturno sia affidato solamente a dipendenti volontari.

Nel caso in cui non si dovessero riempire tutti i turni con i volontari, sarebbe Amazon, attraverso le agenzie interinali, a scegliere i candidati. Nel 2017 però i lavoratori interinali sono diminuiti a dismisura e quindi secondo i sindacati l’azienda starebbe facendo delle pressioni sui dipendenti per fare in modo di coprire il turno di notte. L’azienda ha subito risposto a queste accuse dicendo: “Le adesioni sono state raccolte con congruo anticipo, e sempre su base volontaria, a partire dalla fine di agosto“.

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Il magazzino in questione, quello di Castel San Giovanni è il più grande di tutti quelli presenti in Italia e i lavoratori a tempo indeterminato sono 1650. Nella stagione di massimo lavoro, le forze raddoppiano, si possono smistare fino a 12 ordini al secondo. Amazon inoltre deve fare anche i conti con i continui rapporti dell’Ispettorato del Lavoro sulle condizioni dei propri dipendenti. L’azienda ha spiegato che, da ottobre entrerà in funzione un turno notturno ordinario, dalle 23.30 alle 7.30 sempre su base volontaria e un pagamento maggiorato del 15% come da legge.