DVTB2: il nuovo standard che favorirà il 5G, Sky e Mediaset

La tecnologia DVB-T2 è attualmente in una fase avanzata di lancio, l’obiettivo è sostituire l’obsoleta tecnologia DVB-T in molte altre parti del mondo.

Già dal 2017, circa 12 paesi europei utilizzano ancora reti ibride DVB-T e DVB-T2, con i due standard utilizzati su diversi multiplex, secondo Dataxis.

La situazione in Italia è complicata, sopratutto per quanto riguarda la questione Sky e Mediaset Premium, anche se la transizione DVB-T2 HEVC inizierà a gennaio 2020 e durerà due anni. Secondo le stime del governo italiano, nel paese ci sono circa 40 milioni di apparecchi TV che dovranno essere adattati al nuovo standard. Pertanto, non si sa se sarà concesso un sussidio pubblico per sostenere l’acquisto di decoder DVB-T2 DTT.

La questione più importante si rivolge dunque agli utenti che sostengono già il costo di un abbonamento mensile per usufruire dei servizi di società come Mediaset Premium e Sky. Non si sa ancora le due società come affronteranno la questione, ne se sarà necessario dover aggiornare i propri dispositivi per decodificare le nuove frequenze.

Per gli utenti che invece hanno acquistato una nuova TV negli ultimi due anni, ricordiamo che gli apparecchi già supportano il nuovo codec H265/HEVC.

Leggi anche:  DVTB2: tutti pronti a cambiare TV per continuare a vedere Sky e Mediaset

Ma perchè effettuare l’upgrade? Attualmente le frequenze radio che si aggirano nella banda tra i 694 e i 790 MHz sono occupate dai segnali inviati e ricevuti dal digitale terrestre.  Successivamente, queste frequenze torneranno “libere“, e saranno dunque sfruttate per migliorare la connessione 4G ed introdurre finalmente la 5G.

 

L’arrivo del DVB-T2 spiana la strada per la 5G

Per quanto riguarda invece l’arrivo della 5G, sappiamo che ci saranno due spettri differenti su cui viaggeranno le frequenze.  Il primo spettro, denominato Sub-6GHz, viaggia tra 3.4Hz e 3.6GHz, l’altro, invece, è stato denominato millimiterWave e viaggerà su frequenze più alte, comprese tra i 24.25 e i 29.5Ghz.

Secondo il CIM, Center for Intelligent Machine, a causa della scarsità di frequenze nello spettro delle bande utilizzate dalle tecnologie di comunicazione, quelle millimetriche (mmWave) sono considerate una promettente alternativa.

La società di ricerca ha sottolineato la crescita delle implementazioni DVB-T2 in Europa, sostenendo che questi aumenteranno di circa il 30% nel 2018.