batteria al litio

Che le batterie al litio degli smartphone possono rischiare di esplodere, non è una novità. Di esempi ne potremmo tirare fuori a centinaia, anche senza dover tirare fuori il Galaxy Note 7 di Samsung. Solo la settimana scorsa in un Apple Store, hanno dovuto evacuare l’edificio per colpa della batteria di un iPad; non è un telefono, ma la tecnologia rimane quella. Sono anni che continuano a saltare fuori alternative al litio o semplicemente delle contromisure, ma sembrano sempre finire in nulla. Se non foste stanchi di questo, ecco una nuova possibilità che potrebbe o meno diventare realtà; vai a saperlo.

 

Basta della silice

Prima di arrivare al punto, dobbiamo capire com’è fatta a grandi linee una batteria al litio. Una tipica cella presenta due elettrodi separati solo da un sottile pezzo di plastica. Se per qualche motivo, i due elettrodi vengono in contatto senza questa semplice schermatura, l’elettrolito liquido può facilmente prendere fuoco. A quanto pare però, aggiungendo alla soluzione un additivo di silice all’elettrolita, si potrebbe evitare questo. In caso di impatto, il liquido diventerebbe duro così da evitare il contatto tra gli elettrodi azzerando la possibilità di incendio.

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Lo scopo finale della ricerca portata avanti da diversi ricercatori, è creare una batteria che sicura, ma che continui a funzionare dopo un forte impatto. Nel migliore dei casi, alcune celle smettono di funzionare, ma il dispositivo continuare a vivere senza pericolo; scontata è la sostituzione successiva della batteria. Nel peggiore invece, tutto il liquido della batteria si solidifica e lo smartphone smette di funzionare, ma al tempo stesso non si rischia un’esplosione.

In realtà la tecnologia è stata pensata per i droni e sarà solo nelle mani dei vari produttori capire come sfruttarla anche per i nostri amati telefoni.